La Francia: «Subito riunione dei Paesi Ue»

ROMA L'Italia non è sola. La tragedia di Lampedusa scuote anche la coscienza della Francia. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha chiesto una «riunione urgente» dei responsabili europei sul problema dell'immigrazione. «E 'importante che i responsabili politici europei ne parlino, e presto, insieme», ha detto il premier a margine di una visita a Metz. «Tocca a loro riunirsi per trovare la risposta giusta», ha aggiunto Ayrault, sottolineando che «la compassione non è sufficiente». A Bruxelles, secondo fonti di Commissione e Consiglio Ue, non è arrivata ancora alcuna richiesta formale di un vertice straordinario o di inserire il tema nel Consiglio europeo del 24-25 ottobre. Ma già martedì prossimo i ministri dell'Interno europei a Lussemburgo affronteranno il tema dell'immigrazione. Che, come ha ricordato Barroso, è arrivato ad un punto di «svolta». Su richiesta dell'Italia, l'argomento è stato inserito nell'agenda del Consiglio Giustizia e Affari interni (Gai), cui è atteso il vicepremier Angelino Alfano. Per motivi tecnici il tema è stato inserito tra le "varie ed eventuali", ma sarà punto centrale della discussione tra i ministri. Che finora, per le resistenze del nord Europa, è rimasto irrisolto nonostante gli appelli del Commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom. La responsabile europea da sempre sostiene che l'Europa sempre più vecchia ha bisogno di un flusso migratorio regolare e spinge l'acceleratore sulla lotta alla criminalità organizzata che lucra sulla tratta dei disperati in fuga dalle guerre d'Africa e Medio Oriente. Appena due giorni fa Malmstrom, davanti alle Nazioni Unite, ha ribadito le sue idee: «Tutti sappiamo che la migrazione è il modo più veloce e più efficiente per aiutare la gente a fuggire dalla povertà. E sappiamo anche che le migrazioni sono di gran lunga il motore sottoutilizzato per lo sviluppo e la crescita. È come avere una Porsche ed andare sempre in prima. Dobbiamo cambiare marcia». Il modello su cui si ragionerà martedì sarà quello di un'Europa che sviluppi accordi bilaterali per la creazione di immigrazione legale, con centri di informazione e accoglienza nella terra d'origine e con politiche che permettano di far coincidere la domanda del sistema economico europeo con l'offerta di lavoro che viene dal Sud.