Scarpa sporca in aula madre costretta a portare un cambio

di Denis Artioli wVIGEVANO Un bambino di prima elementare, 6 anni, è entrato in aula con una scarpina sporca, dopo aver pestato inavvertitamente un escremento di cane nel giardino esterno. Secondo un genitore della scuola Ramella, che chiede di restare anonimo, la maestra si è accorta dell'accaduto e ha rimproverato il bambino, ha chiamato le bidelle per far pulire per terra e «per punizione – dice il papà (non del bimbo coinvolto) – ha fatto sedere il bambino in disparte e girato di faccia contro il muro, con le scarpe sporche indossate». Poi, racconta, ha fatto chiamare i genitori per far portare al bambino un paio di scarpe pulite. «Così la mamma ha dovuto lasciare il lavoro con un permesso per portargli le scarpe» dice ancora l'uomo. Il racconto è arrivato anche al dirigente della scuola elementare di via Botto, Pacifico Lavatelli, che ha accertato la vicenda ed è furibondo. «L'episodio è accaduto – conferma Lavatelli – anche se non mi risulta che il bambino sia stato messo faccia contro il muro, ma solo vicino alla cattedra dalla maestra, una supplente di prima elementare. Ma, anche se non c'è stata la punizione, non ritengo l'episodio meno grave e trovo inaccettabile che sia stata fatta chiamare la mamma del bambino per portargli un paio di scarpe pulite. Se non si riesce a gestire all'interno della scuola una situazione così semplice, allora mi preoccupo». Il dirigente scolastico spiega: «La maestra, quando si è accorta che il bambino aveva una scarpina sporca, lo ha portato fuori dalla classe per fargliela pulire sull'erba del giardino. Sono tornati in classe, ma c'era ancora odore, la scarpina non era pulita bene, allora l'insegnante, di sua iniziativa, ha deciso di andare in segreteria per far chiamare la mamma. La vice preside non è stata avvertita. Ho ripreso la maestra, spiegandole che non si doveva comportare così, e lei mi ha detto che c'era stato già un chiarimento con la mamma del bambino». Lavatelli, però, ha disposto che nessun insegnante possa chiamare su iniziativa personale le famiglie «per motivi così banali – aggiunge il dirigente – Soprattutto al primo anno delle elementari può succedere che i bambini si sporchino e se non c'è il cambio di vestiti a scuola, allora si fa chiamare la famiglia per portarlo. Ma una scarpa la si può pulire lì. I genitori si chiamano se ci sono ragioni di salute o comunque episodi seri e gravi». Il dirigente scolastico, poi, fa notare un aspetto non secondario della vicenda, anzi, la causa: «Il giardino che si trova davanti alla scuola Ramella è pieno di escrementi di animali, perché molti padroni di cani li portano lì e poi non raccolgono gli escrementi. Quindi non c'è niente di più facile e probabile per un bambino che sporcarsi le scarpine passando sull'erba». Qui, evidentemente, non c'entrano niente né alunno né maestra: il senso civico di chi porta i cani a sporcare dovrebbe anche spingerli a pulire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA