«Anche Renzo Piano coinvolto nel rilancio della Certosa»
"Idealista". Si chiama così la lista civica che si presenterà alle prossime elezioni amministrative. Ma Inos Marabelli (nella foto) , che fa parte del gruppo, avverte: "Abbiamo i piedi ben piantati per terra". Si rifà al modello Borgarello: nessuna connotazione partitica, progetti concreti, condivisi e partecipati. Ha contribuito a redigere il piano di rilancio della Certosa, insieme ad Italia Nostra, a Pavia Monumentale e ad altri semplici cittadini, alcuni di Pavia e di Borgarello, molti dei quali si trovavano tra il numeroso pubblico che ieri ha partecipato alla presentazione del progetto. "La valorizzazione del monumento è una priorità - sostiene Franco Criaco, della lista civica -. Permetterà il rilancio economico del nostro paese". L'Expo, dicono, non potrà prescindere dalla Certosa. CERTOSA Coinvolgere Renzo Piano, architetto di fama internazionale e senatore a vita. La proposta arriva da Franco Maurici, avvocato, esponente di Italia Nostra e uno dei firmatari del progetto di rilancio del monumento della Certosa. Richiesta rimbalzata al senatore Luis Alberto Orellana (5 Stelle) che promette di chiedere l'interessamento di Piano e annuncia un'interrogazione parlamentare per avere chiarimenti sulla convenzione, scaduta dal marzo 2012, che lega il Demanio, proprietario del complesso monastico, ai sette monaci che attualmente lo gestiscono. A lui è piaciuto il progetto che ha l'obiettivo di «far rientrare la Certosa tra gli standard internazionali». «Lo presenteremo a Renzo Piano e al sottosegretario ai Beni culturali Borletti Buitoni che oggi ha inviato un suo rappresentante – fa sapere Maurici –. Chiediamo anche di nominare un commissario straordinario che ripristini subito la vendita dei biglietti, necessaria per accertare il numero dei visitatori». Numero che oscilla da 300mila a 700mila. «Si ricaverebbero dai 3 ai 5milioni di euro dai proventi dei biglietti – sostiene Maurici – e si potrebbero assumere almeno 30 persone». E' questo uno dei punti fondamentali del progetto per la tutela e lo sviluppo del complesso monastico, in passato un grande centro religioso, un'azienda agricola innovativa, un laboratorio artigianale. Un progetto che prevede anche l'istituzione di un polo museale, dotato di autonomia finanziaria, in modo da poter disporre dei proventi dei biglietti; la redazione di un piano di riuso per definire la destinazione degli edifici, in accordo con i Comuni limitrofi. «I servizi, come avviene in tutti i complessi museali europei, devono essere collocati all'interno» precisa Maurici sottolineando anche la necessità di un piano di sistemazione della parte esterna. Un piano della sicurezza. Paolo Ferloni (Italia Nostra) ricorda che la Certosa potrebbe diventare meta di turismo religioso. Per Giovanni Giovannetti si dovrebbe pensare al «ripristino della navigabilità di un tratto del Naviglio, con il recupero di una sola conca». Iolanda Nanni, consigliere regionale dei 5 Stelle promette: «Promuoverò il progetto in Regione», mentre per l'assessore provinciale Franco Osculati «è fondamentale la collaborazione dell'università, magari per collocarvi il Fondo manoscritti». Mimmo Damiani (la Piazza e il ponte)ricorda che «adesso è il momento di intervenire, in vista dei finanziamenti europei». Gabriella Massolini, (assessore Certosa), avverte: «Ricordiamoci che i monaci sono arrivati alla fine degli anni Sessanta e prima la Certosa verteva in pessime condizioni. Una Certosa più aperta non deve essere esposta al rischio di maggiore vandalismo». Stefania Prato