Appello per Italcementi «Si muovano le istituzioni»

BRONI Promuovere un tavolo con le istituzioni, cui viene chiesto un interessamento più diretto. Sono le principali richieste dei dipendenti del cementificio di Broni, attualmente in cassa integrazione straordinaria. L'altra sera, nella sede degli Industriali di Pavia, si è tenuta una riunione tra i rappresentanti delle tre sigle sindacali, i rappresentanti sindacali dell'azienda e un rappresentante del vertice di Italcementi. «Dall'incontro non sono emerse molte novità, come purtroppo immaginavamo. - spiega Bruno Comaschi, rappresentante sindacale Fillea-Cgil - Siamo consapevoli che un calo del 50 per cento della vendita di cemento comporta un ridimensionamento dell'azienda, ma vogliamo ci venga garantito il diritto al lavoro. Nel 2014 non si vedono spiragli per l'uscita dalla crisi e quindi un incremento della domanda di cemento da parte del mercato. Lo stabilimento di Broni rimane dunque in attesa: i quaranta dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria. Probabilmente il forno non ripartirà più ma c'è la possibilità che venga mantenuto come centro di macinazione, in questo caso si salverebbero dei posti di lavoro». I dipendenti vorrebbero più vicine le istituzioni: «Ad oggi né dalla regione né dalla provincia ci sono stati interessamenti per il nostro caso. - continua Comaschi - Probabilmente è perché non abbiamo fatto manifestazioni o azioni molto eclatanti, come occupare lo stabilimento. Questo può aver indotto a minimizzare il problema. L'11 ottobre saremo a Bergamo per una manifestazione, a cui parteciperanno altre realtà italiane che hanno subito la stessa sorte». Il vertice di Italcementi ha espresso piena disponibilità: «La ditta promette garanzie - dice Comaschi - un supplemento di cassa integrazione quando finirà questa. La possibilità di trasferimenti, preferibilmente nella zona della Lombardia. Oppure accompagnare verso un pre pensionamento coloro che hanno i requisiti. Soprattutto è stata manifestata l'eventualità di allestire un tavolo regionale o provinciale, noi preferiremmo regionale, per vedere quali potrebbero essere gli sbocchi per lo stabilimento». (f.s.)