I genitori contro il prof «Così non educa i ragazzi»
VIGEVANO Stupore e rabbia: sono le reazioni prevalenti tra genitori degli alunni e colleghi dell'insegnante di musica del Bussi che ha costretto un ragazzo a strisciare sulle ginocchia e con le mani congiunte. «Forse ha perso il senso del limite, io non lo ricordo così»: a sostenerlo è Fiorella Valvo, dirigente scolastico in pensione e per anni alla guida proprio della scuola media di via Decembrio. «Il professore abita nel milanese – continua Valvo – ed è arrivato a Vigevano intorno agli anni 2000. Allora era una persona che scherzava con i ragazzi, anche se ha sempre avuto la fissa dell'ordine e del rigore. Più volte l'ho ripreso, ma con il sorriso, sulla questione del mettere gli studenti in fila per andare nell'aula di musica». In quegli anni, però, non successero simili episodi. «E' sempre stata una persona individualista – continua l'ex preside – ma ci teneva che fosse riconosciuto il suo lavoro. Fu lui a sistemare il laboratorio musicale, per esempio. Io, per come lo ricordo, temo che lui pensi di essere nel giusto. Non credo, cioè, che abbia voluto umiliare il ragazzo, perché non è una persona cattiva. Lo ha punito per un insulto a una compagna, ma non ha valutato il valore diseducativo di un'azione simile». Ma i genitori dei ragazzi cosa ne pensano? «Non è facile gestire una classe – mette in evidenza Simonetta Reda –, ma gli insegnanti hanno mezzi più "istituzionali" per intervenire su comportamenti scorretti degli alunni. Oggi si tende a difendere sempre i professori, ma in questo caso mi sembra sia stato un eccesso di autorità ed è stato dato un messaggio sbagliato al resto della classe». «Ci sono già stati altri atteggiamenti di questo tipo – denuncia un genitore che ha il figlio nella stessa classe dove è avvenuto l'episodio –. Spero vengano presi dei provvedimenti». Molti mettono l'accento sull'aspetto diseducativo di questa punizione. «Umiliare in questo modo un ragazzo che ha avuto un comportamento sbagliato – dice Graziella Lo Presti – diventa antieducativo anche nei confronti del resto della classe». «L'insegnante ha gestito in modo sbagliato la propria autorità – gli fa eco Maria Luisa Taborelli –. Purtroppo un atteggiamento esagerato rischia di avere l'effetto opposto». Sull'episodio è intervenuta anche Simona Morone, docente di matematica al Bussi. «Non ero presente – dice – ma conosco molto bene il collega e sono convinta che non sia andata così. Non c'è stata malafede né volontà di vessare il ragazzo, l'episodio è stato travisato». (s.bo e a.c.f.)