Arriva il «click day» per le nuove aziende Polo a caccia di idee

di Marianna Bruschi wPAVIA Chiamiamolo il click day delle opportunità. Da lunedì si potrà mandare un'idea, un progetto al polo tecnologico di Pavia. Ne saranno selezionati cinque per essere seguiti, creati, fatti crescere con in palio tre settimane di studio nella Silicon Valley. E' una delle possibilità legate alle start-up, aziende pronte per farsi spazio sul mercato. E di start-up si è parlato anche ieri mattina nell'incontro ospitato dalla facoltà di Economia per fare il punto sulle possibilità di finanziamento per chi ha un'idea e vuole trasformarla in lavoro. Il polo tecnologico ha un progetto iniziato a gennaio insieme alla fondazione Mind the bridge per un acceleratore di imprese. Un appello alla creatività: il primo a gennaio il secondo a maggio. In tutto hanno partecipato una cinquantina di persone, e in tutto sono state selezionate dieci idee. «Per tre mesi con i progetti che selezioniamo cerchiamo di far focalizzare ai ragazzi la nuova idea di business – spiega Riccardo Ferrari, general manager del Polo tecnologico di Pavia – Alcune idee arrivano già in stato avanzato, ma noi le portiamo davvero a compimento». E i primi risultati ci sono stati. «Una start-up ha firmato un contratto da centinaia di migliaia di euro – spiega Ferrari – Finiti i tre mesi in cui le seguiamo qui, c'è anche una competition: noi ne scegliamo una e mandiamo il team nella Silicon Valley con una borsa di studio». Lì imparano a comunicare il proprio progetto e hanno a disposizione due giorni di presentazioni davanti a venture capital. «Un'occasione concreta», spiega Ferrari. Che aggiunge: «Bisogna incoraggiare le persone alla cultura di impresa e metterle nelle condizioni di verificare se quello che hanno in mano può funzionare o no». Ma in provincia di Pavia le start-up creano interesse? «C'è un po' di movimento, la creazione di impresa sta diventando una delle strade con cui giovani e meno giovani si creano o ricreano un lavoro», spiega Antonella Zucchella, docente e pro rettore alla finanza. Settori specifici? «C'è un mito dell'imprenditorialità hi-tech che va sfatato – aggiunge – Anche nei settori tradizionali come l'agricoltura, la filiera agroalimentare, la cultura, il turismo, nascono imprese nuove di giovani». Il problema restano i finanziamenti. «Qualcosa si muove – spiega Zucchella – ma il problema in Italia è più accentuato che altrove».