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PAVIA Liste civiche e partiti tradizionali n E' con un certo sconcerto che abbiamo appreso come in queste settimane si stanno proponendo alcune "liste civiche" per le prossime elezioni comunali. Siamo rimasti perplessi soprattutto su due questioni. La prima riguarda il candidato sindaco; partiti tradizionali si stanno avviando alle "primarie" che, con tutti i limiti insiti nelle cose umane, costituiscono un'indubbia occasione di partecipazione dei cittadini nella scelta di una figura istituzionale centrale quale, oggi, è il sindaco di una città; apprendiamo invece che liste civiche avrebbero già designato il proprio candidato, con quali procedure non è dato sapere; si è pronti ad accogliere candidati nella propria lista ma agli stessi è già indicato per chi "correre". Non è questo un dettaglio di poco conto in considerazione del fatto che le attuali norme, se non in caso di un successo della lista, garantiscono l'entrata in consiglio comunale solo al candidato sindaco. Chi vuol essere espressione della "società civile", a nostro parere, dovrebbe socializzare maggiormente una scelta fondamentale come questa; per un partito con propri iscritti e organismi è un altro discorso perché potrebbero ritenerlo un "fatto interno", proponendo poi la loro scelta al vaglio dei cittadini. La seconda questione sta nella "richiesta" ai partiti e ai politici che hanno svolto attività nelle pubbliche istituzioni negli ultimi quindici anni, di "stare fermi un giro", per lasciare spazio alla realtà delle liste provenienti dalla società civile, che sarebbero al di fuori di appartenenze partitiche. Certamente che la "società civile"rompa il monopolio dei partiti nella gestione della cosa pubblica, e ancor più di un Comune, è un fatto positivo, linfa ed energia nuova per una Politica con la P maiuscola; altrettanto indubbio che il deleterio fenomeno del "politico di mestiere" e del "familismo" politico debba finire, ma siamo convinti che il "Nuovo" non possa nascere da una "messa al bando" di chi è "altro" o "Vecchio" per cultura, per comportamenti ecc. ma, semplicemente, da una vittoria delle proprie idee su quelle degli altri, in una normale dialettica democratica. Il vero consenso non può nascere dalla mancanza di alterità ma da una libera valutazione dei cittadini che vagliano le diverse "offerte politiche". Anche la nostra Associazione anela al "Nuovo", al "Cambiamento",che però, secondo noi, deve veicolarsi nel rispetto delle regole democratiche, ora in crisi per il discredito cui le ha portate la "partitica", ma ancora essenziali, perché costituiscono, ancora , una garanzia per tutti. Associazione Polis Pavia CASO BARILLA L'industriale, i gay e i diritti da garantire n La scomposta reazione degli attivisti gay contro l'intervista dell'industriale Barilla e, più vicino a noi, la richiesta di censura a un convegno dei giuristi cattolici, dimostrano che le perplessità sul progetto di legge contro l'omofobia sono più che giustificate. Ovviamente non si vuole discutere del rispetto e dell'attenzione che ogni persona merita, come dice il Papa Francesco, indipendentemente dalle proprie inclinazioni; questo inoltre è già garantito nella nostra Costituzione (ovviamente quando non si ledano i diritti degli altri e soprattutto dei minori). Ora sembra invece che si voglia affermare un pensiero unico e intollerante, che pretende sanzioni per chi ha idee differenti, per cui essere omosessuali deve prevedere diritti supplementari rispetto a chi avrebbe una concezione ormai superata della famiglia(intervento della onorevole PD Scuvera sulla provincia). A quando un posto riservato ai gay nei consigli di amministrazione e nei concorsi pubblici? Non credo che questa aggressività irragionevole giovi alla vita di chi vive la condizione omosessuale ma piuttosto ha chi ha interessi a strumentalizzarli per costituire lobby e centri di potere. Luigi Barbieri CRISI BERLUSCONI Berlusconi e la legge Severino n Sul merito della questione, ed anche sul metodo, che riguarda il rispetto della legge, per la condanna definitiva di Silvio Berlusconi, in vigenza della legge attuale (L. Severino) approvata di recente con la piena approvazione del Pdl, mi consenta di esprimere il mio parere. Le motivazioni di non accettazione della condanna definitiva vengono avanzate con forza da fior di avvocati della difesa (quegli stessi, peraltro, che con un infinito numero di cavilli ed altre motivazioni, hanno fatto sì che l'iter procedurale del processo si dilatasse enormemente nei tempi), con la motivazione che nel momento dell'effettuazione del reato, la legge di allora non prevedeva la sanzione prevista ossì in virtù della succitata nuova legge. Va bene, è una tesi da valutare. Ora voglio prendere in esame un ipotetico caso opposto. In passato viene commesso un reato in vigenza di disposizione di legge che prevedeva una precisa condanna. Sviluppo processuale sempre lungo per varie motivazioni, quelle precedentemente elencate, ma forse anche per altre tipiche dell'iter processuale italiano (non tutti, credo, possono spendere milioni e milioni di euro per pagare molti avvocati) e conclusione dopo l'approvazione di una legge che non prevede più la condanna per quei tipi di reati, depenalizzandoli. Secondo la logica espressa nel precedente caso, colui che ha commesso quel reato "va ugualmente condannato" senza tenere conto delle nuove disposizioni legislative. C'è logica in tutto ciò? Le leggi si applicano da quando entrano in vigore: dico duramente, ma realisticamente "sic et simpliciter". Non si può e non si deve fare altrimenti, pena la decadenza dello Stato di diritto ed ingresso in piena anarchia. Teresio Tavani Stradella RINGRAZIAMENTO L'Auser di Voghera e il ricordo per Legora n Il consiglio direttivo di Auser/Voghera Filo d'Argento desidera ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno voluto ricordare il presidente Giannino Legora con donazioni all'associazione da lui voluta circa 20 anni fa a Voghera. Grazie alla generosità dei tanti che avendo avuto il privilegio di conoscere e aprrezzare il sig. Legora hanno voluto rispondere al suo ultimo desiderio, è stato possibileoffrire servizi di accompagnamento presso strutture sanitarie di persone bisognose a titolo totalmente gratuito. Soprattutto, grazie al contributo della Cooperativa Ferrovieri è stata acquistata un'autovettura che andrà a potenziare il parco macchine di Auser per l'accompagnamento di anziani e non solo. Grazie dunque a tutti e grazie ancora a Giannino Legora. Mary Mangiarotti POESIA L'ültim dí da scóla n Séš an, che bèl mumént, che emusiòn! / Cumincia la scola, luntàn dai familiàr, / cumincia la vita, la vita ad relasiòn, / quèst l'è al prim di d'la scòla elementàr. Ma j an i pasan prést, al temp al vòla, / e riva a la fin l'ültim di da scòla. Salüdà i cumpagn e gl'insegnànt, tanti aš vèdràn ummò l'altr'an, altar chisà, / la vita ja sparpàja, o poch o tànt, / s'pö no savè in dè ca ja purtarà. / Ognün al gh'ha 'l so destin ca 'la cuntròla. / Però che bèl, l'è l'ültim di da scòla. E sarà insì, ogni volta, ind'la nosa vita: / la media, al liceo, la maturità, / jen sempar ešam, 'na storia infinita, / par rivà a la fin ad l'università. / At ciàman "dutur", che béla paròla: / però par ti l'è l'ültim di da scòla. La vita l'è un cuntinuo insegnamént, / cun la continua lesiòn ad l'esperienša / ch'la finisa cal dì, cal brüt mumént, / ca 's cunclüda la nostra esistenša. / Cal dì che tüt al nos mond al cròla: / anca par nüm l'è l'ültim di da scòla. Agostino Faravelli Pavia