Pavia, sei soci per crescere «Ma è solo il primo passo»
Alla ripresa degli allenamenti, ieri pomeriggio dopo la doppia giornata di riposo, da segnalare nel Pavia problemi per De Cenco, Rinaldi (foto) e Reato. I primi due hanno accusato guai muscolari e in particolare De Cenco appare a rischio per domenica per un lesione alla coscia destra, sia pure di lieve entità. Sia De Cenco che Rinaldi, che però dovrebbe essere regolarmente in campo, hanno svolto lavoro a parte, mentre Reato è uscito in anticipo per una botta alla caviglia. In vista dell'incontro di domenica al Fortunati contro l'Unione Venezia la squadra ha svolto un lavoro fisico-atletico con il preparatore Simone Diamantini, prima della consueta partitella. di Luca Simeone wPAVIA Per ora sono soltanto sei e rappresentano appena il 9% del capitale sociale, ma può essere il primo passo verso un Pavia con una proprietà diffusa e legata al territorio. Questa, almeno, è l'idea della famiglia Zanchi, che detiene il 91% del club di via Alzaia e ieri ha presentato ufficialmente tutti e sei i soci di minoranza entrati poco alla volta (negli ultimi due anni) nella compagine societaria. L'ultimo in ordine di tempo è la Riso Scotti (già sponsor del Pavia nell'era Calisti), che ha acquisito l'1%. Scotti si aggiunge a Marino Vernocchi, Ezio Panigati e Ar Alimentari di Alessandra Pedron, ciascuno con una quota del 2%, alla Zar technology di Maurizio e Roberto Barbieri e ad Asm lavori, che hanno un 1% a testa. «Una città come Pavia deve crescere con la vicinanza del territorio – dice il presidente Pierlorenzo Zanchi – e l'ingresso di questi soci è un primo risultato, anche se c'è bisogno di un numero più elevato. Sappiamo che non è semplice, anche se la città è già vicina al Pavia nel settore giovanile che deve essere sempre più la base per la costruzione della prima squadra. La Lega Pro sta facendo un grandissimo lavoro per i giovani ed è un discorso che anche noi abbiamo abbracciato. L'anno prossimo Pavia si troverà assieme ad altre città importanti nella nuova terza serie unica nazionale». Per Dario Scotti l'ingresso della sua azienda «è un passo importante al di là della quota minima, che ha un valore simbolico di vicinanza alla società e alla famiglia Zanchi. Troviamo un contesto di persone perbene e una società promettente che non può che migliorare». Maurizio Barbieri, ex canoista di Canottieri Ticino e Fiamme Oro, e oggi co-titolare dell'azienda di informatica Zar technology (del gruppo General computer) è entrato nel Pavia «perché mi ha colpito l'investimento fatto dalla società sui giovani. Oggi nel calcio ci sono i presupposti per inculcare dei valori un po' diversi. Questo allargamento della compagine societaria è solo un inizio, ma serve a rompere uno schema». La valorizzazione dei giovani ha convinto anche Alessandra Pedron a investire nel Pavia calcio, ma non solo: «Ho fiducia nella gestione della società e spero anche di avvicinare la gente e i ragazzi al calcio, e non solo la domenica allo stadio». «Stiamo usando un milanese, Zanchi, per far cercare di avvicinare la città al Pavia», è la battuta di Giampaolo Chirichelli , presidente dell'Asm. Marino Vernocchi ormai da una decina di anni è coinvolto nel Pavia calcio (prima con i Calisti e ora con gli Zanchi), dopo essere stato dirigente e vicepresidente del Cesena che rappresenta un modello di riferimento: «Per trent'anni il Cesena è riuscito ad avere in ogni stagione in prima squadra 6-7 ragazzi provenienti dalle giovanili. Speravo che lo sforzo degli Zanchi fosse ben apprezzato dalla città e devo dire che oggi mi trovo insieme a pezzi da novanta dell'imprenditoria locale». Le aziende socie del club, ricorda l'amministratore delegato Alessandro Zanchi, «hanno nel complesso un fatturato consolidato di 290 milioni di euro. Entro Natale potrebbero aggiungersene altre due o tre. Perché il Pavia a medio-lungo termine non dovrà essere identificato con la famiglia Zanchi, ma con un insieme di soci senza che ve ne sia uno di riferimento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA