Processo Genta, l'ultimo testimone

SANTA MARIA DELLA VERSA Il teste "chiave" non si trova. Del testimone che i difensori del veterinario Giuseppe Genta, Carlo Enrico Paliero e Angela Fortunati, ieri mattina davanti al Tribunale di Voghera hanno chiesto espressamente che venisse sentito in aula, non c'è traccia. I carabinieri si erano messi alla ricerca di Mirela Duianu, dopo che il presidente del Tribunale ne aveva disposto l'accompagnamento coatto in aula. Ricerca che non ha dato frutti. È iniziata in questo modo l'udienza di ieri mattina a Voghera che vede Genta, 53 anni, imputato di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni delle dipendenti, maltrattamenti di animali e smaltimento illecito di rifiuti. Secondo quanto risulta, Mirela Duianu avrebbe coadiuvato il veterinario nella sua attività professionale. Al punto da poter rendere testimonianza, secondo quanto sostengono i difensori, particolarmente importante per il processo. Affrontata una ricerca durata un'ora e mezzo, però i carabinieri hanno dovuto arrendersi perchè la donna non è stata trovata. Quindi tutto è slittato di tre mesi: la prossima udienza è stata fissata per il 19 dicembre, questa volta davanti al Tribunale di Pavia. Probabilmente, sarà l'occasione per procedere alla discussione, quindi alla fase finale del procedimento. Di certo c'è che il processo Genta, veterinario con ambulatori a S. Maria della Versa e Borgonovo Val Tidone, non ha mancato di riservare colpi di scena. Da ultimo, nel luglio scorso, il veterinario aveva accusato un malore ed era stato ricoverato in ospedale. Perciò i giudici, dopo avere ricevuto copia della documentazione clinica dall'Azienda ospedaliera, avevano deciso di rinviare l'udienza, tenuta alla fine il 2 luglio scorso. In quell'occasione, davanti al collegio giudicante erano sfilati i testimoni indicati dalla difesa. Che alla fine il veterinario, che nel frattempo si era ripreso, era tornato in aula, come i dodici testimoni a difesa che avevano raccontato i particolari del loro rapporto professionale con Genta. Si è trattato per lo più di clienti, che hanno riferito su circostanze precise, alcune che smentiscono in modo radicale deposizioni di testi dell'accusa, le denuncianti, ossia le dipendenti licenziate. Prima di quell'udienza erano stati i chirurghi ad entrare in aula per testimoniare «l'ottima professionalità» di Genta. Testi come il dottor Giovanni Civardi, di Stradella, medico di famiglia e cliente di Genta, nonchè Roberto Mora, professore universitario di Chirurgia vascolare all'Università di Pavia e dipendente della clinica Città di Pavia. Conoscenti e clienti che hanno raccontato le modalità con cui Genta ha operato i loro cani. Che hanno parlato del loro veterinario rispondendo anche alle domande del Pubblico ministero Ilaria Perinu e dell'avvocato di parte civile Maria Rosa Carisano (d.z.)