Rodriguez, l'argento è "made in Robbio"

I segreti delle vittorie di Joaquin Rodriguez arrivano in parte anche da Robbio. Il corridore catalano, fresco vice campione mondiale e che punta a bissare il trionfo del 2012 nel giro di Lombardia infatti si reca spesso a Robbio dal suo biomeccanico, il 53enne robbiese Alessandro Mariano. Nel suo studio di via Marconi Mariano infatti usa il sistema di rilevazioni biomeccaniche "Bioteccs", da lui brevettato nel 1989 e poi sviluppato in continuazione. «Aiuto i ciclisti a migliorare la loro posizione sulla bicicletta – spiega Mariano – così che anche le loro prestazioni in gara possano essere migliori». In buona sostanza dallo studio di Robbio escono dei dati utili per far realizzare biciclette su misure per corridori professionisti che si giocano sul filo dei centesimi di secondo titoli mondiali e le corse più prestigiose. «Quest'anno per Purito abbiamo fatto anche una nuova sella – racconta Mariano – il disegno rappresentato sulla sella l'ha fatto mio figlio 20enne Umberto». Ma come funziona il sistema di rilevazione biometrica brevettato da Alessandro Mariano? In sintesi sono tre le fasi di valutazione, una per ogni gruppo (muscolare o scheletrico) impegnato nella prestazione sportiva, ma anche in allenamento. La prima fase di valutazione si svolge in piedi su una pedana stabilometrica studiata per valutare gli angoli di lavoro delle articolazioni e delle vertebre, la seconda sui rulli d'allenamento dove l'atleta pedala per consentire di registrare movimenti e reazioni muscolo-scheletriche sotto sforzo, la terza, ancora a fermo dopo l'attività sui rulli, in cui viene scandagliata l'attività miografica (il lavoro elettrico dei muscoli) del ciclista. ROBBIO Il vicecampione del mondo di ciclismo Joaquim Rodriguez ieri ha attraversato le strade di Robbio in allenamento. Una sgambata insieme al connazionale Daniel Moreno Fernandez (13esimo classificato ai mondiali in Toscana) avvenuto dopo aver sfiorato il titolo mondiale domenica a Firenze. Rodriguez, 34enne catalano che corre per il team russo Katusha, frequenta spesso Robbio: in questi giorni è in zona perchè si sta allenando per il giro di Lombardia, l'ultima grande classica della stagione, in cui vuole bissare il successo dello scorso anno. E a Robbio Rodriguez costruisce in parte i suoi successi: nel negozio di Alessandro Mariano, 55enne biomeccanico sportivo specializzato nel ciclismo ma "forte" anche sul golf, il campione spagnolo fa dei test biometrici che permettono di tarare e far realizzare da appositi costruttori che si basano anche sulle analisi di Mariano biciclette su misura. «Le analisi del mio amico Alessandro Mariano mi aiutano molto – spiega Rodriguez – ormai collaboriamo da anni». Ad attenderlo nel negozio sportivo di via Marconi ieri c'era un nutrito gruppo di appassionati di ciclismo, che si trovano spesso davanti alle vetrine di Mariano per parlare di "due ruote", ed hanno voluto complimentarsi con Rodriguez. «Per noi sei tu il campione», hanno scritto su uno striscione i tifosi robbiesi che hanno salutato ieri il "Purito" (letteralmente vuol dire piccolo sigaro ed è un soprannome che deriva da un episodio avvenuto durante un allenamento di inizio carriera). «Tifavamo tutti per te», hanno detto i tifosi mentre stringevano la mano a Rodriguez. Nella gara in linea del mondiale di domenica, che si è disputato a Firenze, Rodriguez è arrivato secondo in volata. E'rimasto da solo in testa con il portoghese Rui Costa che però l'ha spuntata nella volata decisiva per la vittoria iridata: «Lui ha fatto la gara perfetta – ha detto il Purito parlando del portoghese neo campione del mondo – E'stato sotto traccia tutta la gara, ha fatto un'azione ed è stata quella decisiva. Peccato davvero, perchè ci è mancato un soffio ed avrei vinto il titolo mondiale». Rodriguez, che prima di arrivare a Robbio ieri mattina ha incrociato sulle strade della zona il connazionale e medaglia di bronzo mondiale Alejandro Valverde che si stava allenando, però non si perde d'animo: «Domenica c'è il giro di Lombardia parto per vincerlo come l'anno scorso». Sandro Barberis