Ricerca sul Parkinson Il Mondino in prima fila
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Poche risorse e tanta determinazione. La passione per la ricerca e la possibilità di trovarle un'applicazione clinica ha permesso all'équipe di giovani neurobiologi del Mondino, guidata da Fabio Blandini, di entrare nel salotto buono dello studio mondiale sul Parkinson. Quattro progetti finanziati per indagare la causa della malattia, di cui oggi si sa molto di più, ma soprattutto per individuare un percorso terapeutico che appare ancora lontano. «Ci si sta avvicinando alla comprensione dei meccanismi che generano il Parkinson, con studi a livello molecolare – spiega Blandini – . Si sa che un 15% dei casi ha origine genetica. Ma c'è anche una componente ambientale. I pesticidi sono tra i principali fattori di rischio. A cui si aggiunge l'età, altro fattore predisponente». «La vera sfida del futuro, a cui partecipiamo, è però riuscire a imboccare la strada giusta per trovare una terapia – aggiunge Fabio Blandini – . Stiamo lavorando con le équipe che sono il riferimento mondiale dello studio sul Parkinson. E questo nonostante la crisi e la mancanza di fondi che in Italia si fa sentire più che altrove. Ma il nostro è un gruppo di ricerca agguerrito, giovani che lavorano con entusiamo. Sostenuti da un direttore scientifico, il professor Giuseppe Nappi, che ha sempre creduto in noi». Ore di laboratorio, stipendi da precari ma tante idee che vengono sperimentate i n laboratorio dal gruppo di Blandini formato da Giulia Ambrosi, Marie-Therese Armentero, Silvia Cerri, Cristina Ghezzi, Rosaria Greco, Giovanna Levandis, Stefania Mangione, Francesca Siani. Dal laboratorio al reparto: la collaborazione è stretta e quotidiana con il responsabile dell'Unità di Parkinson del Mondino, Claudio Pacchetti, che consente di eseguire gran parte delle ricerche sui pazienti. Due i progetti internazionali finanziati fino al 2015, a un consorzio internazionale ristretto, a cui il Mondino partecipa col gruppo di ricerca neurobiologica insieme ai governi di 8 Paesi europei più il Canda. Sono stati finanziati nell'ambito dell'iniziativa internazionale denominata Coen (Centers of Excellence in Neurodegeneration). E' nato così un consorzio scientifico stabile, autore di alcune tra le più recenti scoperte sulle cause della malattia. Ma il gruppo pavese ha ottenuto anche altri due finanziamenti da fondazione Cariplo su altrettanti progetti di ricerca: il primo condotto in collaborazione con l'Università di Milano, il secondo con i farmacologi dell'Università dell'Insubria.