La mia disavventura al pronto soccorso
Vorrei segnalare la mia esperienza presso al Pronto Soccorso del policlinico San Matteo. Accompagnato da una collega, mi sono presentato allo sportello dell'accettazione alle 13.30 circa di venerdi 27 settembre . In seguito a una caduta mi ero procurato traumi vari : vistoso ematoma in tutta l'unghia dell'indice della mano destra esteso alla falange superiore; trauma al polso sinistro esattamente all'osso pisiforme, al di sopra dell'ulna sotto il mignolo; un bernoccolo sulla parte destra della fronte. Dei tre, quello che mi preoccupava di piu era il trauma al polso sinistro, in quanto non riuscivo a fare presa con le dita della mano sinistra e non potevo girare il palmo della mano e piegare l'avambraccio a causa del dolore. Per questo mi sono convinto a rivolgermi al pronto soccorso nel timore che si fosse spezzato un osso, specificando ciò all'infermiere dell'accettazione il quale mi assegnava il codice verde TV686. Venivo chiamato subito per la misurazione della pressione e quindi invitato ad attendere il mio turno. Dopo circa due ore, però, avevo osservato che venivano chiamati tutti i codici verdi arrivati dopo di me. Mi sono rivolto quindi allo sportello per chiedere spiegazioni. L'infermiere mi rispose che, avendo subito un colpo alla fronte, dovevo essere visitato prima da un medico internista, puntualizzando che esistono regole ben precise quando si presenta un paziente con un trauma cranico. Io rispondevo che il motivo della mia presenza era il forte dolore al polso e alla mano e che ero disposto a firmare per togliere la responsabilita all'internista e poter essere visitato quindi dall'ortopedico. La risposta era che c'era una regola alla quale non si poteva derogare. Altri pazienti con codice verde venivano chiamati e dimessi e io sempre lì ad aspettare. Dopo circa 4 ore di attesa mi rivolgevo di nuovo all'accettazione dichiarando che volevo essere visitato esclusivamente da un ortopedico per il trauma alla mano, in quanto relativamente alla botta alla fronte non avevo sintomi di stordimento, non ero in stato confusionale, non avevo problemi di vista, di equilibrio (avrò passeggiato avanti e indietro per quasi 3 ore) e tantomeno sensazioni di nausea, e per questo ero disposto a firmare una liberatoria per l'internista. Inoltre, se doveva essere prioritaria la visita dell'internista per il rischio di una commozione cerebrale, perchè dopo 4 ore d'attesa nessuno si era preoccupato del mio trauma cranico? Poiche nessuno sapeva indicarmi, nemmeno approssimativamente , quando sarei stato visitato da un internista e l'ortopedico non mi poteva visitare per rispettare il regolamento , decisi di firmare una liberatoria per il pronto soccorso e di andare via accompagnato da un collega che nel frattempo avevo chiamato. Erano le 17.30 circa, 4 ore dall'ingresso al pronto soccorso. Alla sera mi sono rivolto a mia nipote, che è infermiera professionale presso l'Ortopedia dell'ospedale di Voghera, che mi ha ridotto l'ematoma sotto l'unghia dell'indice e mi dava rassicurazioni per il polso, in quanto la funzionalità delle dita era ritornata quasi normale e il dolore era provocato da un ematoma nel punto dove avevo battuto la mano. Naturalmente si raccomandava di rivolgermi in ortopedia nel caso in cui si sarebbero presentate delle complicazioni. Una segnalazione a parte meritano i bagni del pronto soccorso: come mai le aziende private sono obbligate a riservare dei servizi per i disabili mentre questi mancano proprio in un luogo pubblico dove per definizione ci sono persone con disabilità piu o meno gravi? Vorrei segnalare inoltre che non esiste sapone, qualsiasi cosa per asciugarsi le mani ne tantomeno carta igienica: l'unica cosa positiva delle 4 ore trascorse in pronto soccorso e che non ho avuto bisogno del gabinetto ! Angelo Ferro Rivanazzano Terme