Boom apprendistato Provincia e Regione aumentano i fondi

PAVIA Aumenta il numero delle imprese che utilizzano l'apprendistato e la Provincia mette a disposizione risorse proprie, 40mila euro, per 1.163 interventi di formazione. Nelle prossime settimane invece arriverà la nuova tranche di contributi regionali per la formazione di apprendisti. Si tratta di 400mila euro da spalmare su tutta la provincia i Pavia. E in queste settimane di settembre le richieste sono già 120. «Abbiamo preso atto – dichiara l'assessore alle politiche per lo sviluppo economico Emanuela Marchiafava – della notevole domanda di formazione, pervenuta presso le strutture formative da parte delle aziende ed abbiamo quindi ritenuto necessario integrare la dotazione finanziaria andata esaurita, mediante l'utilizzo di una quota di risorse disponibili pari a 40mila euro». Il contratto di apprendistato (contratto a tempo indeterminato "finalizzato alla formazione professionale e all'occupazione giovanile") in Germania è la via principale d'ingresso nel mondo del lavoro per un milione e mezzo di giovani, in Italia è solo all'inizio dello sviluppo. «Troppi lacci e lacciuli», sostengono le associazioni di categoria, anche se Patrizia Cainarca, direttore di Cna, e Renato Perversi, presidente di Confartigianato, ammettono che il problema, per le imprese, è la mancanza di lavoro. Resta in ogni caso la lunga serie di adempimenti burocratici che all'anno costano 3500 euro in più per le imprese che ricorrono a questo strumento. Eppure, dicono dal'assessorato provinciale, l'apprendistato è utile all'azienda. «Per l'impresa questo contratto costituisce uno strumento di cui può disporre per formare le professionalità di cui ha bisogno – spiega Marchiafava - Le aziende che assumono con questa tipologia di rapporto di lavoro usufruiscono di agevolazioni che riguardano gli oneri contributivi per l'intera durata dell'apprendistato, e per l'anno successivo alla conferma in servizio dell'apprendista, fermo restando l'obbligo di erogare la formazione prevista senza alcuna trattenuta sulla retribuzione». E vantaggi ci sono anche per i giovani. «E' lo strumento più importante di ingresso nel mondo del lavoro – sostiene l'assessore - perché consente al giovane lavoratore di acquisire una qualifica professionale o il titolo di studio, attraverso un percorso formativo guidato e garantito». E sul fatto che l'apprendistato sia lo strumento migliore «per garantire i bisogni delle imprese» è d'accordo anche Cainarca che aggiunge: «Sta aumentando il numero di aziende che vi ricorrono. La nostra associazione fornisce un servizio di assistenza e definisce il progetto formativo che i datori di lavori, in veste di tutor, devono seguire». Per un artigiano, sottolinea Perversi, «il ragazzo che entra in azienda e impara il lavoro diventa una risorsa importante e l'obiettivo è quello di stabilizzare il rapporto». Ad interessare maggiormente le aziende artigiane è l'apprendistato professionalizzante, rivolto ai giovani dai 18 ai 29 anni, fa sapere Maurizio Negrini, funzionario di Cna. Stefania Prato