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BRONI-MORTARA Basta con i proclami è l'ora delle decisioni nNel mio intervento in occasione del tavolo per lo sviluppo economico del territorio pavese ho parlato anche dell'importanza del sistema infrastrutturale per il rilancio economico. È impensabile credere di poter valorizzare e rafforzare le potenzialità presenti sul nostro territorio senza migliorare la rete infrastrutturale esistente e progettarne di nuove. La competitività delle nostre imprese dipende inevitabilmente dalla costruzione di un contesto più favorevole al loro sviluppo. Ho avanzato delle proposte e mi sono impegnato a portare avanti azioni concrete. Purtroppo mi ritrovo, ancora una volta, a leggere e commentare solo posizioni assunte da altri interlocutori, assolutamente rispettabili, come quella del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l'autostrada Broni-Mortara. Mi piacerebbe, invece, confrontarmi su iniziative, proposte, progetti anche alternativi, ma che diano risposte puntuali e soprattutto funzionali al bene di tutta la comunità. Infine, il mio essere medico nel cuore e nella professione, pavese, assessore e consigliere, mi permette di affermare, come più volte ho avuto la possibilità di ribadire, che sostengo e sosterrò proposte che possano far crescere il tessuto sociale e imprenditoriale nella tutela e rispetto del territorio e certamente salvaguardando lo stato di salute dei cittadini. Sono per politiche che aiutino e portino ricadute concrete e positive a tutti i soggetti che vivono, lavorano e producono nel territorio pavese. Confermo la mia totale disponibilità a ogni tipo di dialogo e confronto per capire di quali danni per la salute si fa riferimento. Credo però che il tempo dei proclami sia finito e che sia giunto, per tutti, il momento delle decisioni e dei fatti. Mario Melazzini assessore regionale alle Attività produttive, ricerca e innovazione broni Che brutta stecca al Carbonetti nScrivo per portare all'attenzione dei lettori uno spiacevolissimo episodio che mi è occorso sabato 28 settembre al Teatro Carbonetti di Broni. Quella sera era in programma lo spettacolo della Compagnia dialettale dell'Oratorio di Broni "Ti ricordi quella sera di vent'anni fa?", per celebrare il ventennale della compagnia medesima. Io e la mia famiglia, tutti tesserati dell'Associazione Amici del Teatro (contributo di 10 euro a testa), ci siamo premurati di prenotare per tempo via mail i posti a sedere (in data 10 settembre), come richiesto dall'Associazione. Dopo pochi giorni ho ricevuto dall'Associazione la mail di conferma della prenotazione dei nostri 4 posti (nella quale però non erano specificati i numeri dei posti assegnati), l'ho stampata e portata con me per esibirla alla biglietteria del Teatro. La sera di sabato 28 io, mio marito, mia madre e mia suocera ci siamo presentati in Teatro con in mano la nostra mail di conferma e ci siamo trovati in mezzo a una calca di persone che venivano continuamente inviate dalla platea alla galleria da maschere non in grado di fornire alcuna spiegazione sul perché chi, come noi, munito di mail di conferma dei posti prenotati, in realtà non potesse accedere né alla sala né alla galleria, poiché - riporto le testuali parole della giovane maschera - "tutti i posti sono occupati". Chiaramente, la contrarietà ed il nervosismo ormai serpeggiavano tra coloro che, come noi, essendosi comportati correttamente, si sono sentiti presi in giro. Alla fine si è riusciti a capire che molte persone si sono presentate all'ingresso del Teatro con un certo anticipo e sono bellamente entrati senza prenotazione, e questo poiché nessuno (maschere, responsabili, ecc.) si è premurato di controllare e richiedere la mail attestante la prenotazione dei posti! Inoltre, per ben noti motivi di agibilità, non ci è stato consentito neppure di assistere allo spettacolo neppure in piedi addossati e siamo stati gentilmente invitati ad uscire per poter far svolgere lo spettacolo in maniera regolare! Come contentino, ci è stato promesso che la Compagnia avrebbe replicato lo spettacolo domenica 6 ottobre e che, all'uscita dalla sala, un addetto avrebbe segnato i nostri nomi garantendoci (!) un posto a sedere per la replica dello spettacolo. Ciò che più mi ha lasciato l'amaro in bocca è il modo in cui è stato gestito questo colossale disguido: anzitutto, mi sarei aspettata più correttezza dai responsabili dell'Associazione Amici del Teatro, i quali si sarebbero dovuti attivare per permettere l'ingresso esclusivamente a chi si era premurato di prenotare. Inoltre, mi sarei aspettata delle scuse per aver dovuto lasciare la sala e il posto a persone scorrette, le quali si sono ben guardate dall'alzarsi dal posto usurpato. Che la nuova vita del Teatro non inizi con questa disorganizzazione. Da ultimo preciso che lo spettacolo era per fortuna a ingresso gratuito… non oso pensare a cosa sarebbe potuto accadere se si fosse dovuto pagare un biglietto d'ingresso: sarebbe stato necessario l'intervento dei Carabinieri per sedare gli animi! Valeria Balduzzi gropello Cairoli Una frase che non ho mai detto nLeggo in questa pagina la lettera del signor Maurizio Poggi, apparsa il 27 settembre, dal titolo "I turni al Sassi pesano sulle famiglie" e con sgomento rilevo una frase a me attributa («il lavoro viene prima della famiglia») che smentisco categoricamente e la mia storia personale lo convalida. Quando il signor Poggi afferma che "gli è stato riferito" probabilmente fa riferimento all'incontro che ho avuto con i collaboratori della Fondazione Sassi in occasione della presentazione della nuova turnistica di lavoro. Qui mi era stato fatto presente, da parte di alcuni operatori, la gravosità del lavoro che incide sulla famiglia, al che ho risposto che quando si accede al mondo del lavoro è necessario far conciliare le diverse esigenze e che non è possibile condizionale le tempistiche operative del lavoro subordinato con quelle della famiglia. Ma da qui a dire che viene prima il lavoro e poi la famiglia ce ne corre. Invito quindi il signor Poggi, prima di riportare presunte affermazioni che ledono gravemente il mio modo di essere e di pensare, di approfondire quanto gli viene riferito. Cesare Piccinini legale rappresentante Fondazione Istituto famiglia Ing. Sassi - Gropello mortara Gian Pieretti, 50 anni di carriera da poeta nIl 25 ho partecipato allo spettacolo, tenutosi presso l'Auditorium di Mortara, per festeggiare i 50 anni di carriera "da poeta" del carissimo amico Gian Pieretti e contribuire all'acquisto di un defibrillatore da donare al Mortara Calcio. Grazie a Gian Pieretti, cittadino onorario di Mortara, e ai suoi amici che hanno intrattenuto il pubblico per oltre tre ore in un Auditorium strapieno di felicità. Un ringraziamento anche al leggendario amico Giampaolo Carini in arte Whisky per l'organizzazione: dove c'è Whisky c'è spettacolo! Gian, 50 e non li dimostri! Auguri, Poeta! Carlo Andrea Pollini