Lo show di Ian Anderson
VIGEVANO Concerto acustico di Ian Anderson, storico frontman della band britannica rock dei Jethro Tull, al Teatro Caglioni di Vigevano, stasera alle 21. Il 66enne cantante e flautista scozzese rivisiterà il repertorio delle canzoni più amate dei Jethro Tull insieme ai pezzi che hanno contraddistinto la sua carriera da solista. Nati alla fine degli Anni Sessanta, il regno dei Tull durò fino alla metà degli Anni Settanta, perché l'avvento di punk e disco music relegò la formazione britannica in secondo piano. Senza il carisma, la creatività e lucida follia di Ian Anderson difficilmente i Jetrho Tull sarebbero riusciti a vendere più di 60 milioni di copie. Lo "stand-on-one-leg man", il cantante e flautista capace di reggersi su una gamba sola e ammaliare il pubblico con note suadenti e selvagge al contempo, è un animale da palcoscenico. La sua mise da menestrello, con l'immancabile pastrano e l'inseparabile flauto traverso, l'ha consegnato a pieno diritto all'iconografia della musica rock. Un fascino intramontabile quello di Anderson, eletto nel 2013 "Prog God" dalla rivista specializzata "Prog" e autore dell'acclamato seguito di "Thick as a Brick", album pubblicato da solista. Già, perché i Jethro Tull si sono sciolti nel 2011 e difficilmente torneranno a suonare insieme. La loro tradizione, in ogni caso, è perpetuata dall'incorreggibile flautista magico. Artista maledetto dunque? Macché. Oltre a prendere costantemente parte alle convention degli Itullians, il musicista scozzese è solito organizzare concerti benefici: nel dicembre 2011 ha suonato nelle chiese di San Sisto (Piacenza) e S. Maria Immacolata (Brescia) raccogliendo fondi per restauri e missioni umanitarie. Organizzato dal fan club Itullians, associazione nata nel 1995 per mantenere viva la passione nei confronti della band capitanata da Anderson, anche quello di Vigevano sarà un concerto benefico, perché il ricavato verrà devoluto all'Onlus Life, impegnata nella lotta per la prevenzione dei tumori femminili. Stasera Anderson, accompagnato dal chitarrista Florian Ophahle e dal tastierista John O'Hara, proporrà una rivisitazione in chiave acustica e classicheggiante dei più grandi successi dei Jethro Tulls, con la partecipazione di un quartetto d'archi italiano (primo violino Matteo Ferrari). Appuntamento dunque questa sera alle 21 al Cagnoni (corso Vittorio Emanuele II, 45); biglietti da 45 a 25 euro. (p. peg.)