Sforzesca, caccia all'auto pirata

di Denis Artioli wVIGEVANO E' caccia all'auto pirata che giovedì sera, verso le 20, ha superato e, a quanto sembra, urtato, un'auto di piccola cilindrata, facendola uscire di strada, lungo la strada provinciale tra Vigevano e la frazione Sforzesca. Il 39enne vigevanese, conducente della vettura che si è ribaltata in un canale, è stato salvato dal capitano dei carabinieri Gennaro Cassese e dall'agente della polizia di Stato, Fabrizio Ceretti (mentre l'abitacolo si riempiva d'acqua), che lo hanno estratto dall'abitacolo immergendosi nell'acqua. L'uomo ha spiegato ai carabinieri di essere stato toccato dall'auto che lo ha sorpassato, di aver perso il controllo del veicolo e di essere finito nel canale. Spunta anche un testimone, che avrebbe visto un'auto diretta verso Vigevano sorpassare più volte, a grande velocità, e poi rientrare in corsia: nel momento in cui ha superato la piccola vettura condotta da Massimo Genesi, ha proseguito la sua corsa, mentre il veicolo di Genesi si è improvvisamente spostato sulla destra, piegando il guard rail a lato della strada provinciale (tra il Colombarone e il cimitero della frazione Sforzesca) per finire poi ribaltato nel corso d'acqua. L'automobilista 39enne, intanto, ieri è stato dimesso dall'ospedale di Vigevano con otto giorni di prognosi per le contusioni riportate. Il capitano dei carabinieri Cassese (fino a poche settimane fa in servizio a Vigevano, ora a Pavia) giovedì sera è andato a trovarlo in ospedale. L'automobilista lo ha ringraziato, ribadendo quel che aveva detto subito ai soccorritori: che un'auto lo ha urtato e lui si è ritrovato in mezzo al corso d'acqua. «Nonostante quello che gli è successo, questo automobilista è stato fortunato – spiega il capitano Cassese – perchè era rimasto incastrato nell'abitacolo che continuava a imbarcare acqua: quando l'auto si è ribaltata nel canale, infatti, si è frantumato il parabrezza, da cui continuava a entrare acqua nell'abitacolo rovesciato, mentre tutti gli altri finestrini della vettura sono rimasti intatti». Una sorta di bottiglia, in fondo alla quale era imprigionato l'automobilista vigevanese, a un paio di metri di dislivello rispetto alle sede stradale. «Io ho notato l'auto nel canale quasi per caso – spiega Cassese – perché era buio e il faro della mia moto ha illuminato un copricerchio della macchina: ho visto un luccichio anomalo, mi sono fermato e ho visto la vettura. Successivamente, con l'aiuto dell'agente di polizia, siamo riusciti a sollevare l'abitacolo perché quel tipo di auto è piuttosto leggero. Non credo che l'automobilista avrebbe potuto resistere ancora a lungo in quelle condizioni, se non l'avessimo visto e aiutato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA