Stradella, ville in collina via libera tra le polemiche

STRADELLA Il consiglio comunale, nella seduta di mercoledì sera, ha dato il via libera, con il voto contrario della minoranza, al piano attuativo Atr3 via Grossi. La maggioranza, dopo l'incidente di percorso dello scorso luglio, quando, proprio su questo punto, era mancato il numero legale, questa volta ha votato in maniera compatta. Alla fine, ha avallato il provvedimento, pur con molte perplessità, anche l'assessore Antonio Curedda: «Questo intervento ha origine in un Piano di governo del territorio che non ho potuto ne' costruire ne' poi approvare – ha dichiarato Curedda – però, per senso di responsabilità, seppure non condividendo, voterò a favore, perchè un mio "no" potrebbe essere dannoso per il Comune». Fortemente contraria alla lottizzazione la Lega Nord, che ha attaccato la politica urbanistica degli ultimi anni: «Queste cose succedono quando nei Pgt si rimandano certi tipi di competenze a politici, urbanisti e cittadini che non fanno le osservazioni, salvo poi lamentarsi dopo – sbotta il capogruppo Giuseppe Vercesi –. E il tutto succede in un territorio già martoriato». Vercesi se la prende con gli amministratori: «La cementificazione è cattiva gestione del territorio – prosegue l'esponente leghista –. Stradella è stata devastata solo per fare cassa. Persone di buon senso non avrebbero mai permesso tutto questo». No al piano anche da parte del Pdl, che accusa la maggioranza di non aver accolto l'osservazione di Legambiente, in cui si proponeva di mettere a carico dei privati la manutenzione della strada. Una proposta che l'amministrazione comunale ha giudicato «non opportuna, visto che non si tratta di un piano di lottizzazione». L'Atr3 prevede la realizzazione di 17 unità abitative, in un'area di 20 mila metri quadrati sulla prima collina. Una zona già fortemente urbanizzata, tanto che l'area in questione rappresentava l'ultimo spazio libero da costruzioni. Tensione tra maggioranza e minoranza anche sulla mozione presentata dal Pdl, per chiedere alla Provincia la revoca dell'autorizzazione per l'impianto a biogas: «Il Comune poteva fermare il progetto con una variante al Pgt che includesse l'area in quelle di fascia C del Pai» accusa il capogruppo Antonia Meraldi. Pronta la risposta del vicesindaco Piergiorgio Maggi: «La variante aveva senso se la Regione avesse dato seguito alle linee guida che individuavano le aree dove vietare questi impianti. Cosa che invece non è stata fatta». Oliviero Maggi