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LA POLEMICA La pubblicità e l'omofobia nBene le scuse di Guido Barilla rispetto alle sue dichiarazioni relative alla pubblicità con coppie gay. Intanto perché l'omofobia, così come la misoginia, si combatte soprattutto con la diffusione di una cultura non discriminatoria e chi ha il potere di "fare opinione" ha una forte responsabilità in tale senso; in secondo luogo perché una delle più importanti imprese italiane non può identificarsi con una visione arretrata della società. I consumatori e i lavoratori premiano le imprese socialmente responsabili: lo sanno bene Ikea, Eataly e Althea. Andrea Ricciulli, responsabile comunicazione di Althea, l'azienda parmense di sughi pronti che nel 2013 lancia lo spot con il bacio tra due ragazzi, dichiara: "L'amore ha molte facce, quella gay è una di queste. (...) Le coppie gay sono la quotidianità anche nel nostro Paese. E noi abbiamo scelto di rappresentarla". E quel bacio rese vincente il marchio. Nulla da aggiungere. Appoggio la proposta di Arcigay Pavia alle imprese pavesi di promuovere pubblicità gay friendly: un importante segnale di promozione innovativa del territorio. Chiara Scuvera deputata Pd broni-mortara / 1 Si pensa all'autostrada e non all'esistente nL'assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini, agli stati generali dell'economia che si sono tenuti a Pavia il 18 settembre 2013, ha detto che chiederà al ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi di fare di più per il territorio pavese, a cominciare dal ponte della Becca. «Ma non solo: con Lupi affronterò anche le questioni della Vigevano-Malpensa e dell'autostrada Broni-Mortara». Questa dichiarazione contiene delle novità positive e un vecchio slogan ormai superato, ma che una parte della politica lombarda non vuole abbandonare. Le novità positive (almeno nelle intenzioni) sono che finalmente si parla del ponte della Becca come problema non solo locale. Ma nonostante la Giunta regionale nel documento d'indirizzo per la revisione del Piano Territoriale Regionale sottolinei che «in questi ultimi anni si sono manifestati con forza fenomeni di "crisi" a livello globale e locale, con effetti pesanti per la società, l'economia e le istituzioni, fenomeni che hanno messo in discussione l'attuale modello di crescita e che pongono la Lombardia di fronte a nuove esigenze di governo, di strategia e di progetto. Ripartire dal territorio significa ripensarne il concetto, valorizzando le specificità dei luoghi nel rispetto dell'ambiente, del paesaggio e della cultura...», l'assessore Melazzini continua a riproporre un progetto, l'autostrada Broni-Mortara-Stroppiana, che certamente non valorizza "le specificità dei luoghi nel rispetto dell'ambiente, del paesaggio e della cultura" ma anzi le mortifica sacrificandole ad un modello di sviluppo superato che non avrà futuro! Chiediamo che la politica non parli di suggestioni ma di cose concrete, provvedendo da subito ad investire sulla viabilità esistente. Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l'autostrada Broni-Mortara BRONI-MORTARA / 2 Melazzini medico prima che assessore nSono una veterana del no alla Broni-Mortara e potrei rispondere punto per punto al dottor Melazzini che sostiene l'utilità di questa autostrada. Ma Melazzini, a mio avviso, prima di essere un assessore regionale e un addetto ai lavori è un medico, e proprio per questo voglio soffermarmi soltanto sul punto che riguarda la salute dei cittadini. Non so se il dottor Melazzini, abitando a Pavia, abbia mai seguito i numerosi dibattiti e manifestazioni organizzati dai Comitati (che stanno lavorando ormai da quasi sette anni) e si sia mai confrontato sulle criticità di tale opera, oppure se per il suo giudizio si sia attenuto a una linea di parte. Mi permetto allora di fargli sapere che ben duecento medici della nostra provincia hanno sottoscritto un documento contrario alla realizzazione di tale opera che produrrebbe gravi danni alla salute dei cittadini. Tale preoccupazione è stata espressa, con tanto di documentazione, anche da un autorevole professore dell'Istituto dei tumori in un convegno dei Comitati del no. Auspico pertanto che il dottor Melazzini si rapporti con i suoi colleghi medici per tutelare la salute pubblica tenendo cosi fede al giuramento di Ippocrate. Ornella Moro fisco Vedremo come andrà la lotta all'evasione nQuando si pensa all'evasione fiscale, si pensa al panettiere che non fa lo scontrino o al dentista che non rilascia la fattura o all'idraulico che si fa pagare in contanti. Però c'è dell'altro molto più grave che è bene sapere. Bankitalia stima in circa 181 miliardi di euro all'anno (pari a 45 volte l'Imu sulla prima casa) la somma che non viene pagata per contributi e imposte dirette e indirette: si dice che siamo primi in Europa. Un recente studio promosso da Assocontribuenti spiega come si arriva a una cifra così astronomica. La fetta maggiore di evasione: 78,2 miliardi del totale, proviene dall'economia criminale. Altri 34,3 miliardi, sono inghiottiti dall'economia sommersa che coinvolge circa 4 milioni di lavoratori, molti dei quali anche extracomunitari. Quindi circa il 62% dell'evasione, viene da situazioni strutturalmente illegali. Poi arriva la categoria dei "pesci grossi", il 94% delle grandi multinazionali sposta costi e ricavi fra le varie società del gruppo e così facendo evade ogni anno la bellezza di 38,6 miliardi. Seguono le società di capitali, che sottraggono al fisco 22,4 miliardi. Infine i "lavoratori autonomi", oggetto di ogni condanna, ed è vero che non sempre pagano: ma il tasso medio di evasione è pari al 4% dell'evasione totale, circa 8 miliardi, e molti non pagano altrimenti dovrebbero chiudere: la cosiddetta "evasione di sopravvivenza". Sì, per ogni 100 euro evasi, 4 vengono da panettieri e dentisti, idraulici e avvocati, e 96 dall'economia criminale, dall'economia sommersa e dalle multinazionali e società di capitali. Ora arriva il redditometro che ci spia da quattro anni, che ci impone l'obbligo di giustificare le spese. E quali sono queste persone controllate? Quelle che evadono il 4%, lavoratori autonomi, panettieri, dentisti, idraulici, lavoratori dipendenti, pensionati, ecc. E' dimostrato che di fronte all'aumento del numero degli accertamenti fiscali sintetici, o con redditometro, si registra una flessione delle relative entrate come per gli anni 2011 e 2012. Vale a dire che questi accertamenti non portano soldi alla cassa. Vedremo come va a finire. Secondo Cagnoni voghera Gli incarichi alla "Pezzani" nHo letto con molta attenzione l'articolo pubblicato sul suo quotidiano domenica 15 settembre a firma di Filiberto Mayda dal titolo "Pezzani, incarichi per medici, avvocati e commercialisti". L'articolo elenca minuziosamente tutti gli incarichi assegnati facendo molta confusione e poca informazione sulla natura stessa dell'incarico. Mi spiego meglio. La legge 190/2012 per la prevenzione e la repressione della pubblica amministrazione, in vigore dal 28 novembre 2012, ha modificato l'art. 53 del d.lgs. 165/2001 in materia di incompatibilità e di incarichi ai dipendenti pubblici. L'Asp "Carlo Pezzani", nel rispettare compiutamente la legge, fornisce al Ministero per la Pubblica amministrazione l'elenco nominativo di tutti gli incarichi e di tutte le consulenze (si badi bene che esiste sostanziale differenza tra i due termini) affidate dall'Azienda. Bene. Occorre subito chiarire che sia nell'anno 2011 che nel 2012 l'Azienda non ha affidato nessuna consulenza ma ha affidato soltanto incarichi di collaborazione per Io svolgimento dell'attività istituzionale e per il rispetto degli standard di accreditamento. Ma non solo. Dalla lettura dell'articolo emerge chiaramente che detti incarichi e consulenze hanno comportato un maggior costo sulle tasche dei contribuenti aggravando ulteriormente il bilancio dell'Asp. Quanto di più falso! Tutti gli incarichi affidati per lo svolgimento dell'attività istituzionale quali gli incarichi affidati per esempio per il Consultorio (psicologi, educatore, assistente sociale, ginecologo, ostetrica, medici...) sono tutti incarichi che vengono remunerati in toto dalle prestazioni effettuate e quindi a costo zero per l'Azienda! Ma l'errore più evidente è quando il giornalista scrive che "in totale sono stati spesi 400mila euro". Quanto di più falso! Gli importi indicati nelle delibere di incarico riportano la previsione di spesa massima consentita che varia in funzione delle prestazioni svolte. Mi spiego ancora una volta: il ginecologo ha un budget di spesa assegnato che varia in funzione delle visite che effettua, che non sono prevedibili. Infatti il costo pagato al professionista è sempre di gran lunga inferiore all'importo indicato in delibera. Inoltre quella spesa viene completamente remunerata da Regione Lombardia. Sul sito aziendale www.aspvoghera.it nella sezione Operazione trasparenza trova l'elenco aggiornato di tutti gli incarichi affidati dall'Azienda, nel rispetto della Legge 18 giugno 2009, n. 69 ,cosiddetta legge Brunetta. dr. Giuseppe Gorini presidente Asp "Carlo Pezzani" Il dottor Gorini sbaglia. Nell'articolo non si fanno confronti tra i due anni ( non sono comparabili) e in una scheda si precisa (con sua dichiarazione esplicita) che non sono consulenze ma incarichi esterni. Peraltro, è lo stesso ministero a definire gli "incarichi" come "consulenze". A fare confusione non siamo stati noi. (f.m.)