Baby calciatori, mercato e polemiche

PAVIA Domani mattina partiranno i campionati provinciali Allievi e Giovanissimi, sabato 12 ottobre toccherà a Esordienti e Pulcini dopodiché tutta l'attività giovanile del calcio provinciale avrà preso il via. Ma il clima è tutt'altro che sereno: i ritiri dell'ultimo momento sono numerosissimi e il motivo è ancor più inquietante. Molte società si contendono i giocatori dando vita a quello che gli addetti ai lavori definiscono senza giri di parole "mercato dei baby calciatori». Il fenomeno è tanto diffuso che ieri sera il delegato provinciale Lnd Roberto Del Bo ha convocato una riunione con le società all'hotel Le Gronde di Cava Manara per concordare un freno. «I ritiri dell'ultimo minuto sono in parte causati da una mancanza di programmazione da parre delle società – spiega Del Bo – in alcuni casi capita che si iscrivano due squadre alla stessa categoria visto il costo d'iscrizione è a campionato e non a squadra. Un'abitudine che deve cambiare, perché se è vero che a luglio è prematuro stabilire quante e quali squadre giovanili si potranno avere, non posso pensare che a fine agosto o inizio settembre non si abbia ancora un quadro completo. Per questo l'anno prossimo pubblicheremo i calendari a ridosso della prima di campionato per Allievi e Giovanissimi». Ma il fenomeno che in queste ore crea più polemiche è la "tratta dei baby calciatori. La Delegazione di Pavia ha ricevuto lettere di società che motivano i ritiri delle loro squadre facendo esplicito riferimento a questo "mercato": «per defezione di giocatori che si sono iscritti presso altre società su sollecitazione dei dirigenti e allenatori delle stesse», scrive una società. «Grazie a società amiche che hanno fatto man bassa di molti dei nostri ragazzi con proposte assurde», aggiunge un'altra. Un caso riguarda, poi, gli Esordienti a 9 dell'annata 2002 di un'intera squadra che dopo aver iniziato la preparazione e disputato alcune amichevoli sono passati in blocco da una società ad un'altra confinante. «Questi episodi testimoniano che a settembre alcune società iniziano una campagna acquisti senza troppi scrupoli – conferma Roberto Del Bo –. Un fenomeno che va contrastato: non è tollerabile che si violino regole come quelli della carta dei diritti del fanciullo e i principi fondamentali dell'attività del settore giovanile scolastico e ancor più dell'attività di base dove dovrebbero prevalere gli aspetti educativi e formativi. Alle società dico che devono denunciare con atti scritti nomi, cognomi, episodi . Andremo a verificare e a segnalarli alla procura federale. Enrico Venni