«Restituisca 1 milione e 746mila euro»
di Filiberto Mayda wVAL DI NIZZA Una complessa storia di solidarietà e affari che ha coinvolto Maria Rosa Parlanti, ex presidente del Comitato regionale della Lombardia della Croce Rossa Italiana, già consigliere comunale di Milano e attuale consigliere d'opposizione al Comune di Val di Nizza, dove risiede. Una storia tutta da verificare, ma che ha portato il servizio legale della Cri nazionale a notificare alla Parlanti un atto di "messa in mora" chiedendole di restituire circa 1 milione e 746mila euro, cifra che sarebbe un "danno erariale" per l'ente. La storia è complessa e semplice nello stesso tempo e sarebbe emersa durante la visita ispettiva dei funzionari centrali della Cri al Comitato regionale, visita avvenuta nell'estate del 2009. Secondo la Cri, dunque, Maria Rosa Parlanti non avrebbe avuto i poteri di sottoscrivere un contratto con la società editrice Punto Effe srl di Milano, contratto sottoscritto l'anno precedente, per la realizzazione di alcune "agende solidali". In buona sostanza, la Punto Effe avrebbe prodotto agende con il marchio della Croce Rossa Italiana, distribuendole a tutti i comitati del Paese, che le avrebbero vendute al prezzo di 5 euro, di cui 4 sarebbero andati alla società, mentre 1 euro sarebbe rimasto all'ente. Una fonte di autofinanziamento. A quanto pare - ma la vicenda è in fase di ricostruzione - alcuni comitati, in particolare dal sud Italia, non avrebbero mai rendicontato le vendite. Di qui il presunto mancato guadagno e la richiesta della Punto Effe di 1,4 milioni di risarcimento e 331mila euro, ossia il pagamento effettuato dalla Cri alla società. La Parlanti, che non ha rilasciato dichiarazioni, avrebbe comunque agito dopo aver informato la direzione nazionale, la quale avrebbe approvato il progetto. Insomma, non avrebbe alcuna responsabilità nello sfortunato esito dell'operazione di autofinanziamento. «La signora Parlanti - dice l'avvocato Graziano Lissandrin di Pavia, che l'assiste - è totalmente estranea a qualsiasi irregolarità e non ha provocato alcun danno. Alla luce delle prime carte che abbiamo esaminato, mi sento di poter dire che la contestazione da parte della Cri è del tutto infondata e che il comportamento della Parlanti, in tutta la vicenda, è stato improntato alla massima correttezza e trasparenza». (ha coll. Marco Quaglini) @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA