Aggredito in motorino, via l'orologio

di Adriano Agatti wPAVIA Bloccato mentre era in sella al suo ciclomotore e rapinato dell'orologio, un Eberhard del valore di circa dodicimila euro. Pietro Vittaloni, un pensionato di 81 anni che abita in via Nenni è anche rimasto leggermente ferito ad un braccio ma ha preferito evitare il trasporto in pronto soccorso. I carabinieri stanno dando la caccia alla Mercedes nera dei rapinatori, due uomini e due donne. Ecco la ricostruzione della rapina messa a segno, mercoledì pomeriggio alle 17, in via Togliatti. Pietro Vittaloni era in sella al suo ciclomotore e stava percorrendo via Togliatti, al Vallone. «Stavo ritornando a casa - racconta - quando quella Mercedes nera mi ha affiancato e mi ha bloccato la strada. Probabilmente mi stavano seguendo da tempo: ricordo di averla già vista in viale Indipendenza». I rapinatori hanno agito con un piano studiato nei particolari: hanno finto di aver bisogno di un'informazione. «Ospedale - ha urlato quello a fianco del conducente – dimmi subito dove c'è un ospedale. C'è una persona che sta male». Pietro Vittaloni si è avvicinato, sempre in sella al suo motorino, all'uomo a fianco del conducente. Ha iniziato a spiegare la strada per il San Matteo quando una delle donne sedute sui sedili posteriori ha abbassato il finestrino. «Avevo in mano – continua il racconto del rapinato – una catenina di bigiotteria piuttosto lunga. Me l'ha arrotolata intorno al polso e mi ha tirato con forza all'interno della Mercedes. Ero immobilizzato e mi sono messo a urlare ma non c'era nessuno che mi poteva aiutare. Così la complice mi ha sfilato l'orologio dal polso. Ho cercato di divincolarmi ma non ce l'ho fatta. Quando la donna ha preso l'orologio, la Mercedes è ripartita a tutta velocità. Il motorino è caduto sull'asfalto mentre io sono riuscito a stare in piedi per miracolo. Se fossi caduto mi sarei fatto molto male». Pietro Vittaloni ha chiamato polizia e carabinieri. In via Togliatti sono intervenuti i militari della compagnia di Pavia che hanno eseguito i primi accertamenti. E' scattata la caccia alla Mercedes scura ma senza esito. Probabilmente i rapinatori hanno avuto il tempo sufficiente per lasciare la città. «Mi spiace molto – conclude Pietro Vittaloni – perchè ero molto affezionato a quell'orologio di valore. L'avevo acquistato quarant'anni fa insieme alle mie sorelle. Non l'ho mai indossato ma, da qualche tempo, avevo deciso di tenerlo al polso. Purtroppo qualcuno l'ha visto e ha pensato bene di portalo via. Penso che i rapinatori conoscessero il valore dell'orologio». Le indagini sono in corso. Non è da escludere che la banda cerchi di mettere a segno colpi simili non solo in città.