Ex caserma Calchi, rischio stop ai lavori

«Contiamo sul fatto che il nuovo Piano di governo del territorio venga pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia entro la fine del prossimo mese di ottobre». L'assessore all'urbanistica, Marco Bellaviti (foto), è ottimista sull'iter del documento che prenderà il posto del vecchio Piano regolatore e disegnerà la Pavia del futuro. «Attualmente – prosegue l'assessore – stiamo trasmettendo una serie di dati alla Regione e questo passaggio è un po' lento perchè bisogna utilizzare un software apposito. Una volta che tutti i documenti saranno stati presi in esame, il Pgt potrà essere pubblicato sul Burl, che è come la Gazzetta ufficiale della Lombardia. Da quel momento, il documento di programmazione urbanistica sarà pienamente esecutivo». L'entrata in vigore del Piano di governo del territorio, dopo un dibattito politico lungo e acceso, dovrebbe portare con sè una riorganizzazione degli uffici comunali del territorio, anche in funzione del nuovo ruolo che il Pgt conferirà all'assessorato all'urbanistica. di Fabrizio Merli w PAVIA Nubi si addensano sul futuro della ex caserma Calchi, destinata ad ospitare la biblioteca civica Bonetta. Per terminare i lavori di recupero della struttura che, anticamente, ospitava il convento di Santa Clara, il Comune di Pavia fa affidamento su un finanziamento da 7 milioni e 250mila euro assegnati dal ministero delle infrastrutture. Si tratta delle risorse distribuite, nel contesto del Piano nazionale per le città, oltre che a Pavia anche ad altri Comuni italiani. L'incognita, questa volta, è rappresentata da un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio presentato dal Comune di Molfetta (Bari). L'amministrazione pugliese, in sintesi, contesta l'istruttoria condotta dal Ministero, lamentando il fatto di essere stata esclusa dai finanziamenti. Il ricorso - è bene precisarlo - è contro il ministero e indica alcuni presunti vizi formali, come il fatto di non avere formato una graduatoria tra i Comuni che avevano presentato i loro progetti e il fatto di non avere assegnato punteggi alle proposte delle diverse amministrazioni comunali. Pavia è stata citata per quella che, in termini giuridici, si chiama integrazione del contraddittorio: nel momento in cui il Comune di Molfetta imputa alcune irregolarità ai funzionari ministeriali, anche tutti i Comuni che hanno partecipato alla selezione fatta dagli stessi funzionari hanno diritto di partecipare per far valere le rispettive ragioni. Tra l'altro, la memoria depositata dal centro pugliese non muoverebbe rilievi nei confronti delle procedure seguite dal Comune di Pavia o nel merito del suo progetto. Però i legali dell'amministrazione che ha fatto ricorso chiedono che venga sospeso il decreto dell'8 febbraio 2013 con il quale il ministero determinò la suddivisione dei fondi tra i partecipanti al bando. Del caso si è parlato in giunta e si è deciso che, in attesa della prima udienza fissata al 16 ottobre davanti alla terza sezione del Tar del Lazio, l'incarico di costituirsi in giudizio sia affidato all'avvocatura civica, attraverso l'avvocato Irene Nadile, con domicilio presso lo studio dell'avvocato Fabio Lorenzoni a Roma. Sull'esito della vicenda, il sindaco, Alessandro Cattaneo, si mostra moderatamente fiducioso: «Per quanto riguarda l'attuazione del progetto, al momento non sembrerebbero esserci rischi. Noi siamo prossimi alla firma della convenzione con il ministero, firma che dovrebbe avvenire entro le prossime due o tre settimane. Inoltre, in giunta abbiamo approvato anche il progetto esecutivo che porterà a terminare i lavori per il recupero dell'ex caserma Calchi. Purtroppo, quando si partecipa a un bando aperto a tutti gli 8mila Comuni italiani, c'è sempre il rischio che qualcuno presenti un'impugnazione e determini nei ritardi. Però, lo ripeto, ragionevolmente non dovrebbero esserci conseguenze». Il recupero dell'antico convento e il successivo trasloco dei volumi della Bonetta da piazza Petrarca a via Calchi, è probabilmente uno dei progetti più travagliati che abbiano coinvolto le diverse amministrazioni che si sono succedute alla guida della città di Pavia. Dalla seconda giunta Albergati, passando per quella Capitelli, si sono succeduti fallimenti di ditte, contestazioni, cause civili e lavori effettuati "a singhiozzo". Tanto che il timore, prima dell'assegnazione del finanziamento, era che il tempo trascorso finisse per vanificare i lavori che erano già stati effettuati. Tra i quali, il restauro di alcuni importanti affreschi interni alla struttura.