Certosa, Petrini lascia «Non mi ricandiderò»
di Giovanni Scarpa wCERTOSA «Basta, questo è l'ultimo anno. Poi lascio, anche se avrei potuto ricandidarmi. Fare il sindaco oggi non ha più senso». Corrado Petrini, sindaco per 18 anni (contando anche il 2014, quando si voterà), in amministrazione ininterrottamente da 33 anni, annuncia la sua rinuncia al secondo mandato. Settant'anni a dicembre dell'anno prossimo, non molla per raggiunti limiti di età. Macchè, il più longevo dei primi cittadini del Pavese (nonchè sempre imbattuto agli appuntamenti elettorali) se ne va per un altro motivo: «Non c'è più alcuna autonomia decisionale. Gli enti locali non contano più nulla. E inoltre gli amministratori sono stati relegati al ruolo di esattori delle tasse per conto dello Stato. Mi dispiace, ma a questo condizioni io non vado più avanti». Certosa è roccaforte del centro sinistra. Petrini, vecchio militante del Pci, oggi nel Pd («in senso di tesserato» specifica) è spesso stato una spina nel fianco del proprio partito, allergico com'è agli ordini di scuderia o alla difesa d'ufficio del suo stesso partito. «La politica c'entra poco quando devi amministrare un paese – spiega –. Io ho sempre messo davanti a tutto il mio paese e le posizione a volte poco gradite le ho prese da sindaco di Certosa». Una delle ultime, la sua battaglia per avere la tangenziale. Opera, come si sa, legata a doppio filo al centro commerciale di Borgarello. Un progetto quasi definitivamente tramontato, ormai. E con esso anche il sogno della strada. Questo, ammette, resta il suo più grande cruccio. Ma la sua annunciata uscita di scena è legata non tanto a singoli episodi, quanto alla «marginalità delle amministrazioni comunali oggi». «Prendi la Tares – si infervora –. Anni e anni di sacrifici, di salti mortali per tenere relativamente bassa la tassa sui rifiuti, poi lo Stato fa un legge che la triplica e tu non puoi farci niente. Non solo, di obbliga anche a fare l'esattore per conto suo. Poi la gente va dai sindaci, se la prende con loro. La verità è che io non ho più voglia di stare in prima linea senza armi a farmi crocifiggere». Un pensiero che altri decine di sindaci condividono. C'è già un successore? «Non lo so, io resterò fuori anche da questo – giura –. Deciderà il gruppo». Voci di corridoio parlano già di due possibili eredi, entrambi assessori: Marcello Infurna, responsabile del Turismo, e Maria Vittoria Sereni, da anni braccio destro di Petrini e attualmente vice sindaco con delega all'Istruzione. Due generazioni a confronto, una pesante eredità da raccogliere e una campagna elettorale iniziata con un anno d'anticipo.