Vigevano, cimitero saccheggiato Si contano i danni
di Denis Artioli wVIGEVANO Il giorno dopo il furto di rame e i danni causati alle tombe, è una processione incessante al cimitero urbano. Continuano ad arrivare persone come se fosse un giorno festivo, come se fosse programmata una cerimonia in ricordo dei propri cari. Invece sono decine e decine di vigevanesi che vanno a controllare se i ladri hanno toccato anche le loro tombe di famiglia, se le coperture delle cappelle gentilizie sono state saccheggiate o no. E si legge la preoccupazione, oltre allo sdegno, sui volti delle persone che oltrepassano la soglia del cimitero, quando vedono i tetti delle tombe scoperchiati, i pluviali accatastati dai ladri che non hanno fatto in tempo a portarli via tutti per l'arrivo della volante della polizia. Chi non è stato danneggiato se ne va con un po' di sollievo, ma dice: «Speriamo che la prossima volta non tocchi a noi, ci sono andati vicino». Chi è stato invece derubato non ha quasi parole per descrivere i sentimenti che prova. Perché non è solo il danno, che comunque è considerevole, ma è la profanazione delle tombe a fare male, perché lì dovrebbero riposare in pace i propri familiari defunti. «Ci hanno avvertiti mercoledì mattina i custodi del cimitero – spiegano Erminio Marmonti, 75 anni, e la moglie Santina Paesan, 68 anni –. Ci hanno detto che era successa una disgrazia, pensavamo che avessero devastato all'interno la tomba in cui riposa nostra figlia, siamo arrivati subito. La copertura in rame era stata tolta, era posata a terra, per fortuna il marmo non è stato danneggiato, non sono entrati. Abbiamo coperto tutto con un telo impermeabile, ci saranno circa 5mila euro di danni, non c'è un'assicurazione: ora stiamo cercando di metterci assieme alle altre persone danneggiate per far ripristinare le coperture. Non ci sono parole per descrivere quello che è successo». Gianni Basso, 77 anni, e Bruna Canazza, 78 anni, hanno la tomba di famiglia di fianco a una di quelle danneggiate e derubate. «E' una vicenda indegna – dicono– non c'è più rispetto neanche per i morti. Per noi il cimitero è un luogo sacro, non possono permettersi di entrare qui e mettere tutto sottosopra, rubare le coperture di rame. E' davvero inaccettabile. Vedendo tutto quel rame appoggiato alle tombe subito non si capiva, mercoledì, che cosa fosse successo. Quando abbiamo saputo non riuscivamo a crederci». Giulio Cavalli, 85 anni, è arrivato subito ieri appena ha letto sui giornali la notizia dei furti di rame messi a segno mercoledì sera. «La cappella di famiglia per fortuna non è stata toccata – dice Cavalli – ma è un grande dispiacere vedere che cosa è successo a tante altre, vedere tutti quei teli di plastica sulle coperture per evitare che filtri l'acqua. Qui ci sono tutti i nostri cari, questo è un posto che non può essere profanato. Noi siamo già abbastanza stanchi anche dei continui furti di fiori, spariscono sempre, ogni volta che li si cambia. Ci avranno rubato ormai una quarantina di mazzi appena posati sulla tomba». C'è una grande richiesta di sicurezza: «Certe volte ho paura ad entrare da sola al cimitero – spiega una signora di 79 anni – ho paura che qualcuno possa farmi del male e che nessuno possa intervenire. Servono più controlli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA