Fallimento Edilcommercio Quattro anni al manager

«Esprimo la mia più sincera solidarietà al Comitato di Coordinamento Pavese per i problemi dell'handicap che da sempre lotta per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e che in questi giorni ha sollevato il caso di inagibilità della Sala Annunciata di Pavia (nella foto la protesta)». Il commento arriva da Mario Melazzini , assessore regionale alle attività produttive. «Purtroppo si registra ancora una volta una carenza di attenzione e ascolto delle esigenze espresse dalle persone con disabilità. Come ho avuto modo di affermare in altre occasioni, solo la ricognizione puntuale del bisogno, in particolar modo da parte delle istituzioni, può determinare delle risposte concrete capaci di dimostrare il superamento delle barriere che, prima di essere architettoniche, sono culturali». CERTOSA Quattro anni di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e dieci anni di inabilitazione all'esercizio di attività commerciali. I giudici di Pavia hanno pronunciato una sentenza particolarmente severa nei confronti di Vincenzo Dragone, 53 anni, ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta per il fallimento della ditta Edilcommercio, che aveva sede tra Pavia e Certosa e si occupava della vendita di materiale edile. Dragone ha già subìto una condanna in relazione al fallimento di una ditta con denominazione quasi uguale. Il fatto è che nel 2003, la Edilcommercio Spa (che era stata rilevata nel 2002 dal gruppo Vidra che faceva capo a Dragone), venne affittata a Edilcommercio Srl, società di nuova costituzione che, tuttavia, era sempre riconducibile a Dragone e a Francesco Bandecchi, 34 anni. Il fallimento di questa seconda "versione" di Edilcommercio (che nel frattempo ha proseguito l'attività con altri imprenditori estranei alle vicende giudiziarie) venne dichiarato dal tribunale di Pavia nel luglio 2006. La procura, però, avviò anche indagini nei confronti dell'amministratore unico e dell'amministratore di fatto. Il primo è, appunto, Francesco Bandecchi, il secondo è Vincenzo Dragone. La contestazione mossa dalla magistratura pavese riguarda la sparizione di denaro e beni mobili a ridosso del fallimento. Secondo questa interpretazione, i due amministratori avrebbero fatto "uscire" dal patrimonio dell'azienda 1.069.126 euro oltre a due automobili di proprietà della società (una Peugeot e una Fiat Punto), a un miniescavatore e a un server. In totale, il danno arrecato al passivo sarebbe stato di 1.805.173 euro. Quattrini che avrebbero dovuto essere messi a disposizione dei creditori del fallimento, e che invece vennero, appunto, "distratti", cioè dirottati altrove. Per questo reato, Bandecchi ha patteggiato una condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione. Dragone, invece, ha scelto di essere rinviato a giudizio per difendersi davanti ai giudici, con l'assistenza dell'avvocato Marco Feno di Torino. Secondo il legale, sull'accusa formulata a carico del suo cliente vi sarebbero dei dubbi. In particolare, si è discusso riguardo all'esistenza dei beni che avrebbero dovuto essere all'interno di un magazzino e sulla cui esistenza vi sarebbero contestazioni. A complicare il quadro, come detto, è la sostanziale coesistenza di due società con differente forma giuridica (una società per azioni e una società a responsabilità limitata), ma con un nome pressochè identico e con amministratori in parte comuni. Dragone era comparso davanti ai giudici di Pavia già nel febbraio 2012, anche se in quell'occasione era imputato di bancarotta fraudolenta in concorso con Marcellino Marzano di 63 anni. Marzano era stato rinviato a giudizio come amministratore e liquidatore della Edilcommercio Spa, mentre Dragone come gestore di fatto della medesima. In quell'occasione si era parlato della sparizione di merce per circa un milione e mezzo di euro, con un danno per una trentina di creditori (soprattutto fornitori) che avevano cercato di recuperare i loro quattrini. Alla fine di quel processo, sia Dragone che Marzano erano stati condannati a quattro anni di reclusione. Ieri mattina, Dragone è tornato nuovamente davanti ai giudici del tribunale di Pavia con l'imputazione di bancarotta. (f.m.)