I contratti di solidarietà salvano 42 posti alla Mecal

FRASCAROLO Firmato ieri l'accordo per il rinnovo dei contratti di solidarietà alla Mecal di Frascarolo, una delle principali aziende della Lomellina meridionale. Riguarderanno 42 degli 87 lavoratori della ditta fondata nel 1978 dall'attuale titolare Ennio Cavezzale. Scongiurato almeno per un anno quindi il rischio di licenziamenti nell'azienda meccanica di Frascarolo. I contratti di solidarietà prevedono che a turno i 42 dipendenti coinvolti non lavorino, lasciando quindi posto ai colleghi. In buona sostanza si preservano, con orario e stipendio di lavoro ovviamente ridotto, i posti di lavoro. La rotazione prevede al massimo una decurtazione, su base mensile, del 50% dell'orario di lavoro. L'accordo, che rinnova quello siglato già l'anno scorso, sarà valido fino al 23 settembre 2014. «Siamo soddisfatti di quest'accordo – spiega il dirigente della Confindustria di Pavia Fabrizio Raina, che insieme al titolare Ennio Cavezzale ha firmato l'accordo con i sindacati – L'occupazione alla Mecal così è salva e salda, questo accordo ci consente di cristallizzare la situazione allo stato attuale sperando in un futuro migliore. La proprietà ha garantito ancora investimenti per il futuro dell'azienda e di non voler praticare tagli all'organico». La Mecal, che opera su un'area di 60mila metri quadri, è specializzata nella costruzione di macchine per l'edilizia. La crisi edilizia negli ultimi anni ha ridotto i fatturati aziendali: da 20 milioni del 2008 ai 12-15 degli ultimi anni. Macchine che rappresentano un fiore all'occhiello della tecnologia lombarda nel settore e che, soprattutto in questo difficile momento congiunturale, sono rivolti all'estero. E proprio al di fuori dei confini italiani è riposta la speranza di crescita di quest'azienda che dal 1978 è un baluardo dell'industria nella Lomellina meridionale: «Sono stato in assemblea con i lavoratori – conferma il segretario della Fiom Cgil di Pavia Carlo Bossi – e anche tra loro c'è soddisfazione per l'accordo raggiunto all'ultimo giorno utile. Si sono evitati i licenziamenti. Al di fuori dell'Italia le cose stanno andando meglio nel settore edile, questo lo sanno anche i dipendenti. La maggior parte delle macchine realizzate alla Mecal vanno all'estero, e per questo c'è speranza per il futuro. Intanto per un anno si va avanti così, senza perde posti di lavoro. Se non si fosse firmato l'accordo ieri infatti l'alternativa sarebbe stata quella dell'apertura di una procedura di mobilità per avviare dei tagli». Sandro Barberis