Vigevano, in piazza cinque negozi chiusi «La Tares ci uccide»
intervento del 118 ieri pomeriggio verso le 16. 30 per il malore che ha colpito un uomo di 73 anni davanti a un bar di Piazza Volta. L'uomo si è accasciato a terra, quindi è stato chiesto l'intervento di un'ambulanza. Sul posto la centrale di Pavia ha mandato la Croce rossa che ha trasferito l'uomo al Pronto Soccorso dell'ospedale di Vigevano. Non era comunque considerato in pericolo di vita. VIGEVANO Una piazza sempre più sfitta. E non solo quella degli "affari", qui si intende proprio piazza Ducale, una delle più belle d'Europa, sembra non attrarre più clienti o imprenditori che vogliano investire in una vetrina e quindi in un negozio sotto i portici. Al momento le vetrine, e quindi i negozi disponibili sono 35, cinque di questi sono vuoti, sfitti cui potrebbe aggiungersene, secondo alcune voci pure un sesto. «Indubbiamente il problema principale – dice Giorgio Ferraris, presidente del comitato Intercategoriale - è la pessima situazione economica. Stiamo cercando soluzioni, ma non ne troviamo. Vigevano, come tutte le città di medie dimensioni, è in estrema sofferenza. In piazza ha chiuso addirittura una banca, eppure dovrebbe attirare. La ridotta capacità ed volumi di spesa hanno inciso. Poi per quanto riguarda gli affitti, ci sono lamentele, ma nulla di concreto. Il vero problema è stata la Tares: una botta, soprattutto per i bar. Vorremmo confrontarci con l'amministrazione. Si poteva evitare modulandola, facendo qualcosa di diverso. Questa amministrazione è stata totalmente sorda, non siamo stati nemmeno in grado di esprimere i nostri progetti. Associazione commercianti, Confartigianato, industriali, hanno tutti cercato di rimodulare, di confrontarsi con l'amministrazione, ma è come se avessimo buttato via il nostro tempo. C'è chi si è passato da 5mila a 15mila euro da pagare». La Tares, ed i costi fissi, questi i veri problemi di chi lavora. «Non è il discorso degli affitti – dice Marco Mor, del bar Haiti in Piazza Ducale – il grande problema di tutti i negozi, qui in Piazza ma anche fuori, sono i costi fissi: Tares prima di tutto, poi luce gas e così via. Soprattutto la Tares che per noi commercianti è altissima. Ci sono casi in cui quasi equivale allo stipendio di una persona. Purtroppo ho sentito colleghi che dovranno fare a meno del personale, perché non riuscirebbero a sostenere la spesa. Per quanto riguarda i costi dei fornitori, tutti sanno che c'è la crisi, tutti la soffrono e quindi i prezzi rimangono, diciamo, calmierati. Non ci sono aumenti significativi». Piazza Ducale, però, dovrebbe essere la vetrina d'eccellenza per Vigevano. Eppure i negozi chiudono e, secondo alcune voci, altri ne chiuderanno entro Natale. C'è forse bisogno una politica mirata, ragionata su Piazza Ducale per riuscire a portare commercio e quindi clienti? «Non ci sono risposte a questa domanda – conclude Mor – in base a cosa si stabilisce quale negozio aprire o non aprire in piazza? E anche il discorso degli affitti è sempre relativo al momento. Oggi che c'è crisi si dice che gli affitti sono alti, ma quando sarà finita e si tornerà a lavorare forse non lo diremo più. Ad ogni modo i clienti dell'estate 2013 sono stati meno di quella 2012». Selvaggia Bovani