«Paga da 5mila euro l'anno ne versiamo 2600 di tasse»

Tremila euro incassati dalle multe, il Comune ne investe la metà su strade e vigili. Il Comune di Villanova, per l'anno in corso ha deciso di destinare 1.500 euro, ossia la metà delle entrate relative ai proventi delle sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada raccolte durante l'anno scors, ad alcuni interventi fondamentali come i corsi di educazione stradale, il miglioramento della circolazione sulle strade, il potenziamento ed il miglioramento della segnaletica stradale, la fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale e, infine, gli interventi per la sicurezza stradale. La legge stabilisce che gli introiti derivanti dalle multe, infatti, siano destinati a investimenti che migliorino la sicurezza stradale e a iniziative per tutelare le categorie deboli sulla strada. (d.ai.) di Linda Lucini wALBUZZANO La scoperta la famiglia Soldati l'ha fatta quando ha presentato l'Isee per ottenere le agevolazioni per la refezione scolastica per i due figli gemelli al Comune di Albuzzano e lì ha avuto al sorpresa: «Il Caf aveva fatto un errore nei conteggi e, una volta rifatti i calcoli, abbiamo scoperto di dover pagare 2600 euro per aver lavorato e guadagnato circa 5mila euro in un anno _ spiega Maurizio Soldati, 50 anni, gli ultimi sedici passati in carrozzella per una grave patologia – E' incredibile che per arrotondare la mia pensione da disabile e mantenere la famiglia portino via metà dei guadagni. Alla fine, se tolgo le spese per i trasporti, in pratica la mia compagna ha lavorato quasi per niente. Non è normale che ti vengano letteralmente scippati i soldi, che già sono pochi, per arrivare alla fine del mese. E per una famiglia come la nostra, due bimbi e un disabile che ha bisogno di medicine costose che la mutua non passa, far quadrare i conti è un'impresa». Maria è una delle commesse licenziate al Superdì sulla Vigentina a Pavia e per quattro mesi ha percepito la mobilità. Poi, grazie ad un'agenzia interinale, ha trovato un posto, sempre da commessa, a San Martino Siccomario dove ha lavorato part time per sei mesi. «Pur di portare qualche soldo a casa per pagare le bollette – dice ancora Soldati – la mia compagna ha anche accettato un lavoro in pasticceria nei week end a 40 euro al giorno. Ci hanno detto che è normale che quando si hanno più redditi si paghino più tasse allo Stato. Ma quali redditi, la miseria di 5mila euro lordi l'anno?». In effetti Maria aveva sì tre diversi datori di lavoro, ma per cifre molto basse. E' per questo che ha presentato un Cud di tre mesi e mezzo di mobilità dell'Inps, un altro per i giorni di lavoro a San Martino e l'ultimo per quattro fine settimana. «Il risultato è che, se dai 5mila euro guadagnati, se ne detraggono 2600 di tasse che lo Stato mi chiede e si tolgono le spese per viaggiare tutti i mesi da Albuzzano a San Martino, alla fine non rimane nulla o quasi di quel che Maria ha lavorato. Colpa della somma dei Cud che hanno fatto splafonare l'aliquota Irpef, di conseguenza paghiamo di più e poi perchè quando si hanno più redditi le tasse aumentano. Tutto ciò perchè Maria ha lavorato correttamente a libri paga. Ma se lavorare in regola vuol dire questo, comprendo chi per non fare la fame si fa pagare in nero. Certo ne va dei contributi, ma tanto alla pensione quelle come la mia compagna non ci arriveranno mai».