Le spara due volte lei non lo denuncia muore dopo 7 giorni

di Tecla Biancolatte wROMA Aumenta ancora il numero di donne uccise con violenza dai loro compagni o ex. Le ultime due vittime di femminicidio sono Ilaria Pagliarulo e Marta Deligia, di soli 20 e 26 anni. Entrambe sono morte ieri. Ilaria è morta nell'ospedale di Taranto una settimana dopo essere stata ferita per due volte con dei colpi di pistola dal convivente. Marta, invece, è stata strangolata dall'ex fidanzato che aveva più volte denunciato per stalking. Il suo corpo è stato ritrovato a Villacidro, in provincia di Cagliari, all'interno dell'auto dell'uomo. Il caso di Taranto. Ilaria Pagliarulo viveva con Cosimo De Biaso, 24 anni, in una villetta a Statte, vicino Taranto. Subiva percosse dal compagno da tempo, ma aveva preferito tacerle. Già la sera del 15 settembre era stata ferita con un colpo di pistola che le aveva perforato un rene. Ilaria, pur di non denunciare il fatto, si era medicata da sola e non aveva chiesto l'intervento dei sanitari. La mattina dopo però c'è stato un altro litigio. Di nuovo De Biaso ha premuto il grilletto colpendola all'emitorace sinistro. La ragazza è stata trasportata all'ospedale di Taranto in ambulanza. A questo punto De Biaso ha sparato di nuovo: questa volta contro l'auto su cui viaggiava la madre di Ilaria che stava seguendo l'ambulanza. Per fortuna il colpo è andato a vuoto. Il gip Pompeo Carriere, dopo la convalida dell'arresto del 24enne, ha emesso nei suoi confronti una ordinanza di custodia cautelare in carcere sottolineando che il giovane «ha dimostrato di essere soggetto portatore di una spiccatissima e assolutamente allarmante inclinazione alla violenza». Il femminicidio in Sardegna. Quella di Marta Deligia è una storia di autentica persecuzione. La sua relazione con Giuseppe Pintus, 36 anni, dura 4 anni. Lui mostra una gelosia ossessiva che spesso sfocia in maltrattamenti, così lei - circa 4 mesi fa - lo lascia. Da quel momento diventa vittima di pedinamenti, continue telefonate, minacce di morte. Lo denuncia più volte ai carabinieri di Villacidro, paese in cui vive. Non è la sola a descrivere Pintus come violento: anche la precedente relazione dell'uomo con una vedova era stata interrotta dalla donna per i soprusi subiti. Poi ieri, il tragico epilogo: Marta, viene strangolata nella Fiat Bravo di Pintus, nelle campagne di Villacidro. All'alba la telefonata al 112: «Ho fatto una cavolata, vado ad ammazzarmi». Il corpo della giovane viene trovato a metà mattinata e l'uomo viene fermato poco dopo. In caserma, al sostituto procuratore della Repubblica di Cagliari Danilo Tronci, Pintus racconta di aver ammazzato la giovane dopo averle cinto il collo con un braccio, ma senza avere intenzione di toglierle la vita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA