Il doposcuola che parla 13 lingue
PAVIA Due pomeriggi alla settimana, il martedì e il giovedì dalle 16 alle 18: una settantina di bambini di tredici nazionalità diverse si incontrano alla parrocchia di San Lanfranco per fare i compiti e studiare insieme. E quello che era partito come un esperimento otto anni fa adesso è una palestra di integrazione. «La globalizzazione di cui si parla tanto porta a un contatto continuo di culture diverse. Dobbiamo prepararci a questa nuova società – riflette il vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici che lo scorso anno ha voluto visitare il doposcuola –. Papa Francesco parla spesso di aiutare le periferie esistenziali, aiutando coloro che sono in difficoltà, per motivi diversi». Martedì 1 ottobre si riparte. Laura Raffone, coordinatrice dei volontari che seguono il gruppo di studenti, sfoglia il quadernone-registro, già zeppo di nomi. "Il mestiere di crescere" è un progetto realizzato da volontari con il prezioso supporto del gruppo San Vincenzo. Un doposcuola un po' speciale dove si fanno i compiti, si studia e si socializza. Lo frequentano bambini italiani e stranieri, quelli che possono studiare in autonomia ma trovano nel doposcuola un momento di aggregazione, quelli che altrimenti rimarrebbero soli a casa perché i genitori lavorano tutto il giorno. E quelli che con libri e studio ancora non vanno proprio d'accordo. "Al San Lanfranco" - come lo chiamano loro - trovano insegnanti che li aiutano nei compiti e un po' anche nella vita. Perché dietro ad alcuni ragazzi ci sono storie di immigrazione, famiglie fragili che faticano ad arrivare a fine mese e dove riuscire a fare la spesa è prioritario rispetto a saper leggere e far di conto. Ma poi ci sono anche le soddisfazioni di chi, partito malissimo, riesce a superare l'esame di terza media e arriva al liceo. «Che soddisfazione sentirsi dire da un ragazzino: "ho scoperto che studiare è bello e che mi potrà aprire un futuro che nemmeno sognavo"» A Laura Raffone viene ancora la pelle d'oca al pensiero. Oggi quel ragazzino frequenta il liceo, con la media dell'8. Nelle aulette, messe a disposizione dalla parrocchia, operano 8 professori di scuola media, un docente in pensione del liceo scientifico, quest'anno si è aggiunto anche un docente universitario. E poi ci sono gli studenti del Cairoli, che partecipano a uno stage, e gli studenti universitari. Tutti volontari che si interfacciano con le scuole di provenienza dei ragazzi. (m.g.p.)