Senza Titolo
PAVIA Le croci celtiche non si cancellano nSono uno studente specializzando dell'ateneo ticinense e, pur abitando in provincia di Milano, frequento Pavia quotidianamente da oramai cinque anni. Da qualche mese, nelle vie del centro - in Piazza del Lino (su una colonna della cupola Arnaboldi) e in via Mentana - campeggiano delle croci celtiche, simboli che rimandano a note forze politiche. Non è il caso che ricordi alcuni casi di aggressioni neofasciste verificati a Pavia lo scorso anno, oppure le intimidazioni subite da Saverio Ferrari, scrittore e direttore dell'Osservatorio democratico sulle nuove destre, fatti gravissimi in una città che dovrebbe essere un faro di cultura e civiltà. Le croci celtiche che imbrattano i muri dell'Università, in via Mentana, recano la firma di "Pavia skins". Chi sono questi "skins"? Sono gruppi di estrema destra che, propagandando ideologie basate sul fascismo e sul nazismo, spesso si trovano ad essere attori di azioni violente nei confronti di migranti, omosessuali e giovani appartenenti a gruppi politici di sinistra. Non mi sembra normale che sui muri di una delle più prestigiose istituzioni italiane trovino posto simboli di associazioni violente, che dovrebbero essere bandite delle istituzioni repubblicane. Mi stupisco poi che il sindaco di Pavia non abbia prontamente fatto pulire via le croci celtiche: non sono forse queste uno sfregio al decoro pubblico? Non furono adoperati dal sindaco 100 agenti di polizia urbana, carabinieri, polizia guardia di finanza nell'operazione "Clean city" , per fermare il pericolo dei writers e non sono stati identificati e perquisiti una trentina di giovani? E come mai le scritte della skinhouse, le croci celtiche ecc. "violentano" ancora le belle vie dalla città? Ogni forma di neofascismo, oltre a essere legalmente perseguita, mina le basi del nostro vivere civile e del nostro Stato, che nacque dalla Resistenza. Da iscritto all'Anpi, ma anche da frequentatore assiduo di Pavia, mi sento di esprimere sdegno per l'indifferenza mostrata nei confronti di quei pericolosi simboli. Proprio lì vicino il 25 settembre verrà inaugurata una via per Maria Corti, l'illustre storica della lingua del nostro ateneo, che partecipò attivamente alla Resistenza: che figura ci fa la città con tutti gli importanti accademici che accorreranno per l'evento? Lettera firmata la polemica Lo sport diviso tra due eventi n Ma è possibile che una bella manifestazione, un evento indimenticabile da ogni punto di vista come SportExibition possa essere smembrata? Essa ha portato a dividere tutto e tutti: comuni, Provincia, Regione, dirigenti, federazioni ed enti di promozione sportiva affiliati al Coni. Nata nel 1999 dalla giunta del Coni provinciale presieduta dal sottoscritto (sono stato presidente dal 1998 al 2005), SportExibition era una vetrina interattiva multidisciplinare che coinvolgeva tutte le istituzioni: il Provveditorato agli studi di Pavia, le federazioni, enti di promozione e società sportive di tutta la provincia. Per anni ha coinvolto decine di migliaia di ragazzi di tutte l'età che partecipavano ai vari appuntamenti provando a confrontarsi con diverse discipline. In una relazione della Festa dell'atleta al teatro Fraschini (febbraio 2004) affermavo: "Lo sport contribuisce a sviluppare il senso dei valori nei giovani, implica il rispetto delle regole, un ideale collettivo e l'apprendimento della vita di gruppo". Ecco perché lo sport ha bisogno di essere sapientemente orientato, sostenuto e guidato affinché esprima in positivo tutte le sue potenzialità di collaborazione, solidarietà e rispetto. Tutto questo mi sembra non rispetti l'attuale situazione che si sta verificando. Non è possibile che nello stesso mese di settembre vengano organizzati due eventi sportivi con stessi scopi all'interno del territorio; uno per la città di Pavia e l'altro a Vigevano per tutta la provincia. Fortunatamente siamo in tanti a mettere il proprio impegno dirigenziale davanti a tutto. Un impegno autentico di fair play degno delle più fondamentali regole del Panathlon International. Piero Raggio presidente onorario Coni Pavia mobilità Taxi, lo sconto per i disabili nTempo fa sulla Provincia Pavese avevo segnalato la necessità di regolamentare le tariffe taxi come avviene in altre città. Se si applica la "Quota fissa di partenza" (la cosiddetta "bandierata", che a Pavia è di 3 euro), il conteggio del tassametro dovrebbe iniziare da quando l'utente sale sul taxi. Invece a Pavia il tassametro inizia il conteggio dal momento del ricevimento della chiamata, aggiungendosi alla "quota fissa". Risultato: quando l'utente sale, il tassametro segna cinque-sei euro. La situazione è particolarmente gravosa per persone disabili che devono usufruire sovente del taxi per spostamenti verso ambulatori ecc. In altre città il Comune, aderendo alle richieste avanzate dalla associazione mutilati e invalidi civili, ha fatto un accordo con le cooperative-consorzi taxi con uno sconto (50% della tariffa ordinaria, oppure fisso di 5 euro). Basta esibire la carta regionale di trasporto pubblico gratuito rilasciata annualmente ai disabili che ne hanno diritto. Si invita l'amministrazione comunale a farsi partecipe della necessità di tante persone gravemente disabili. Ferma restando l'opportunità di regolamentare anche gli altri aspetti del tariffario taxi. prof. Fernando Veniale e Antonio Valdi presidente Anmic Pavia