Disoccupato sotto sfratto si incatena alla raffineria
La cooperativa sociale Il Girasole di Mede ha concesso al Comune di Castello d'Agogna una serie di attrezzature in comodato d'uso gratuito per la manutenzione di strade, aree verdi, aiuole e parchi. I Volontari civici potranno utilizzare una trincia polivalente, quattro trattorini rasaerba, due decespugliatori, due tagliasiepi, tre motoseghe, una pompa meccanica e quattro irroratrici per disinfezione, due soffioni e un atomizzatore. MEDE S'incatena davanti allo stabilimento petrolchimico dell'Eni per chiedere un lavoro. Ieri Nicola Corretto, 50enne disoccupato di Mede, ha raggiunto i cancelli dell'Eni di Sannazzaro per mettere in atto il suo gesto dimostrativo. «A giorni mi cacciano dall'abitazione e non ho un lavoro: chiedo di essere assunto come operaio senza qualifica per poter mantenere i miei figli», dice Corretto. La situazione dell'uomo è drammatica. Da otto anni non riesce a trovare un'occupazione stabile. «Io ho conseguito il diploma di massofisioterapista, ma purtroppo oggi non vale più», spiega Corretto. Il massofisioterapista diplomatosi dopo il 1999, da corsi iniziati dopo il 31 dicembre 1995, è un operatore d'interesse sanitario non riconducibile alle professioni sanitarie già esistenti e, di conseguenza, non può godere dell'equivalenza con titoli di altri professionisti sanitarie né accedere a percorsi accademici di riconversione. Giovedì prossimo, inoltre, Corretto sarà sfrattato dall'alloggio che occupa perché la moglie, che provvedeva al pagamento dell'affitto, se n'è andata con i due figli. «Lei lavorava e quindi poteva saldare il conto dell'affitto, ma io non posso e così mi ritroverò in mezzo a una strada», aggiunge. Il disoccupato ha inviato diverse lettere per la ricerca di un'occupazione senza mai ricevere risposta. Ieri la decisione di incatenarsi davanti ai cancelli dell'Eni, il colosso energetico che sta costruendo il nuovo impianto Est di Ferrera. «Chiedo di essere assunto anche come operaio semplice, senza qualifica, pur di avere uno stipendio con cui pagare l'affitto e continuare a vivere in maniera dignitosa», dice ancora l'uomo. Ieri dall'Eni non sono arrivati segnali, di fronte alla protesta, ma Nicola Corretto continua a sperare. (u.d.a.)