Droga, due blitz: 13 in cella e bar chiuso
«Due brillanti operazioni antidroga nello stesso giorno, che seguono peraltro di poco il sequestro di un quintale di hashish e di un chilo di cocaina avvenuto in provincia». Non nasconde la sua soddisfazione il colonnello Ernesto Di Gregorio (nella foto), comandante provinciale dei carabinieri, che aggiunge: «Il plauso va a i miei bravi carabinieri, che ogni giorno si impegnano senza risparmio nella lotta al crimine». Per il procuratore di Pavia Gustavo Cioppa le due operazioni di ieri sono «una risposta importante e significativa a tutti coloro che hanno criticato e criticano l'accorpamento dei tribunali. Ci sono ancora diversi problemi di organizzazione e gestione del persone, ma con la collaborazione del personale e con la significativa sinergia con le forze dell'ordine si stanno raggiungendo buoni risultati anche in questi giorni di difficoltà oggettiva. L'arrivo di nuovi magistrati ha portato un contributo notevole alla soluzione di problemi relativi al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti che coinvolge, purtroppo, anche tanti giovani». di Maria Fiore wPAVIA Nove arresti e un bar sequestrato sotto gli sguardi dei clienti seduti ai tavolini della piazza. Non sono mancati gli applausi, mentre con i cellulari sollevati in aria i passanti hanno immortalato il blitz dei carabinieri in piazza Vittoria, il salotto buono di Pavia. L'operazione contro lo spaccio di droga in centro – a cui vanno aggiunti altri quattro arresti eseguiti sempre dai carabinieri nel Pavese, con decine di clienti identificati – è scattata ieri pomeriggio, dopo le 15, mentre i negozi riaprivano e la piazza cominciava a riempirsi di gente. Sotto i portici dove i commercianti avevano segnalato diverse volte movimenti sospetti, sono arrivati prima i carabinieri in borghese, poi i militari in divisa, con le auto di servizio. I carabinieri della compagnia di Pavia, comandanti dal capitano Gennaro Cassese, hanno fatto irruzione nel bar Vittoria: tra il fuggi fuggi generale hanno trovato panetti di hashish in un angolo del locale, accanto alla porta, e in bagno, nel cestino dei rifiuti. Diciotto persone, tutti giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni, sono state caricate sulle auto e portate in caserma, per i controlli. Verifiche che, a tarda serata, si sono trasformate in nove arresti, mentre il quantitativo della droga sequestrata è di quasi mezzo chilo. Parte dello stupefacente è stata trovata addosso ad alcuni ragazzi e parte all'interno del bar Vittoria gestito da Quan Yifen, una donna cinese di 37 anni, che risulta indagata per detenzione ai fini di spaccio. Il locale, su indicazione del pubblico ministero Mario Andrigo, che ha coordinato le indagini, è stato messo sotto sequestro. «Non c'entro nulla con la droga – si difende la titolare del bar, che ieri si è subito rivolta all'avvocato Antonio Savio –. Abbiamo sempre lavorato in maniera onesta e non posso certo cacciare fuori i clienti dal mio locale, anche se mi sembrano persone poco raccomandabili». Per i carabinieri, però, proprio quel locale sarebbe stato il punto di riferimento per tanti clienti e spacciatori. Secondo il meccanismo ricostruito dai militari, la droga veniva nascosta all'interno del bar per essere poi spacciata al dettaglio all'esterno, tra il vicoletto che si trova proprio di fianco al locale e l'ingresso del mercato coperto. In pieno centro e alla luce del sole. Le indagini per ricostruire i ruoli degli arrestati sono ancora in corso. Al blitz in centro va aggiunta l'operazione conclusa nel Pavese dal reparto investigativo dell'Arma. I carabinieri, guidati dal maggiore Stefano Nencioni, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare per un giro di spaccio di cocaina che avrebbe coinvolto, come consumatori, decine di persone. Tra i clienti, oltre a studenti, commercianti, fabbri e idraulici, anche industriali e personale sanitario, tra cui infermieri e medici. In manette sono finiti Michele Sergi, 26 anni, di Vernate, un carrozziere che aveva già avuto guai con la giustizia, Leonard Muco, un cittadino albanese incensurato di 31 anni che vive a Casorate, Antonino Bartuccio, commerciante di 45 anni di Bereguardo, e Roland Loga, albanese di 32 anni, di Marcignago. Secondo le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo i quattro si sarebbero spartiti il mercato della droga, "lavorando" in maniera autonoma nel territorio compreso tra i paesi di Casorate, Marcignago, Bereguardo e Trovo. L'inchiesta era partita dall'omicidio dell'albanese Sali Kutelli, avvenuto a Casorate il 14 gennaio del 2012. Un delitto, secondo gli investigatori, maturato in un ambiente criminale con, sullo sfondo, proprio lo spaccio di droga, soprattutto cocaina. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA