Tav, sale la tensione il governo invia altri 200 militari
ROMA Tolleranza zero da parte del governo verso il movimento no-Tav. Ieri, il ministro dell'Interno Angelino Alfano alla fine della riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la Sicurezza, ha annunciato che il numero dei soldati presenti in Val di Susa verrà raddoppiato «perché – ha detto il ministro – la Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino». Il Viminale risponde così alle manifestazioni di protesta e «ai recenti episodi di danneggiamento, legati alla realizzazione della Torino-Lione». Si legge in una nota del ministero che «c'è l'esigenza di tenere alto il livello di vigilanza sul cantiere» con «l'invio di ulteriori 200 unità». A questo punto, tra i militari già presenti e quelli che arriveranno, in Val di Susa è schierato un piccolo esercito: 415 militari che affiancheranno decine di poliziotti e carabinieri. I soldati dovranno sorvegliare il perimetro del cantiere e gli imbocchi dell'autostrada più volte obiettivi della guerriglia, mentre agenti e carabinieri saranno impegnati nell'ordine pubblico. In una valle letteralmente militarizzata inizieranno i lavori di scavo del tunnel dell'alta velocità. E' il momento più delicato e carico di tensione da quando è nato il movimento no-Tav. L'operazione che sia i militanti, sia i residenti nella valle, riuniti nel Comitato, hanno tentato in tutti i modi evitare. Ma che la linea del governo sia quella di andare avanti a tutti i costi, lo dimostra l'invio a Torino come nuovo prefetto della città, dell'ex vicecapo della polizia Paola Basilone. Chi la conosce, la definisce «molto determinata». Di Tav si è già occupata, ma su un fronte diverso: ha indagato sulle infiltrazioni mafiose sull'alta velocità Roma-Napoli. E mentre il governo manda l'esercito e un super poliziotto, in Val di Susa è arrivata la «talpa», la macchina che dovrà scavare il lungo tunnel. E' già montata e collaudata. Per il momento è immobile, simbolo di quello che potrà accadere quando si accederanno i motori. Il livello di tensione resta alto. Ieri su internet è apparso un documento inviato dal carcere in cui sono rinchiusi Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, firmato dalle «nuove Br». Arrestati nel 2007 con l'accusa di far parte del Pcpm - Partito comunista politico-militare. Nel documento dal titolo «Contro la repressione, nuova determinazione» Davanzo e Sisi incitano i no-Tav a «compiere un salto in avanti, politico, organizzativo, assumendone le conseguenze o arretrare». Poche ore dopo è arrivata la reazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi su quali saranno le scelte del governo: «L'entrata in funzione della talpa che scaverà la galleria in Val di Susa è la risposta più seria ed efficace ai deliri delle nuove Br». ©RIPRODUZIONE RISERVATA