Ricorso a Napolitano contro la centrale elettrica
di Denis Artioli wVIGEVANO Il Comune non vuole la centrale elettrica in corso Genova (zona sottopasso) e per ribadirlo ha deciso di presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato, contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Pavia e contro la M&K; Energy srl (la società proponente). Il progetto ha scatenato molte polemiche, anche per la posizione ondivaga dell'amministrazione comunale che, in conferenza di servizi, prima ha espresso parere favorevole per poi cambiare idea. L'impianto dovrebbe produrre energia da fonte rinnovabile per una potenza elettrica pari a 999 kw. La Provincia ha rilasciato l'autorizzazione a maggio, in Comune dicono che l'atto è stato notificato in agosto. Da qui, la decisione di ricorrere al Capo dello Stato. La giunta sostiene, sulla base di un parere tecnico, che «il potenziale aumento anche minimale di flussi di mezzi pesanti, indotti dalla nuova attività produttiva, risulta incompatibile con le finalità di sicurezza della circolazione e tutela delle utenze più deboli». Quindi, sindaco e assessori hanno dato mandato al legale interno, Maurizio Parlato, di opporsi al via libera provinciale. «Non sapevo di questa decisione – spiega l'assessore provinciale all'ambiente, Alberto Lasagna – Il Comune non aveva presentato ricorso al Tar contro l'autorizzazione. Noi avevamo dato parere positivo, perché non potevamo fare diversamente davanti a un via libera da parte di Arpa e Asl. All'inizio era favorevole anche il Comune che poi ha cambiato idea, adducendo motivazioni viabilistiche: in conferenza di servizi non sono state ritenute sufficienti a giustificare un parere negativo. Rispetto alla tipologia di impianti posso essere perplesso anche io, ma la legge favorisce queste opere come urgenti e indifferibili. Poi bisogna vedere se la realizzeranno. Le centrali a olii vegetali non sono più considerate remunerative». Ma perchè il ricorso al Capo dello Stato? «Ci è stato suggerito questo percorso – spiega il vicesindaco Andrea Ceffa – perché i tempi di risposta in genere sono brevi, non è molto oneroso e si tratta di pareri tenuti in grande considerazione. E' una strada opportuna quando c'è un conflitto tra enti come, in questo caso». E l'atteggiamento ambivalente del Comune? «Da quando è intervenuto il sindaco in conferenza di servizi – dice Ceffa – il nostro "no" è stato netto. Non abbiamo realizzato la centrale a Cascina Cavalli, non possiamo accettare questa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA