Raid a colpi di ascia svaligiato un bar

FERRERA Forzano la serranda utilizzando un'ascia, poi abbandonata sul pavimento, e scappano con due slot e la macchinetta cambiavalute attraverso la vetrina infranta. Vittima del colpo messo a segno all'alba di ieri è stato il bar-trattoria Il Caminetto, gestito da Maddalena Gallo con il marito Gennaro Fiorelli. I ladri sono entrati in azione esattamente alle 4.45 facendo scattare l'allarme antifurto collegato al telefono dei titolari. «Hanno agito con una velocità eccezionale – spiegano Gennaro Fiorelli e il figlio Salvatore – Sono riusciti ad abbattere la serranda metallica e a spaccare la vetrina in pochissimi secondi, tre minuti al massimo; una volta all'interno, si sono diretti alle due slot collocate verso la stanza adibita a trattoria». I malviventi hanno poi trascinato le "macchinette" attraverso la vetrata mandata in mille pezzi fuggendo, con tutta probabilità, a bordo di un furgone. L'ascia utilizzata per abbattere la saracinesca è stata sequestrata dai carabinieri. Il bottino ammonta a circa 2mila euro, cioè alla somma contenuta nelle due slot e nella cambiavalute. Inoltre, il danno subìto è stato quantificato in circa 1.000 euro. «Dobbiamo ancora capire se manca qualche prodotto gastronomico come salumi o prosciutti», diceva ieri il marito della titolare. Il bar Il Caminetto si trova in pieno centro abitato, di fronte alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e alla canonica. Già nel gennaio scorso il locale era stato preso di mira dai ladri, che erano stati rincorsi dall'allora parroco don Alberto Fassoli, oggi a Vigevano. Il sacerdote era stato addirittura minacciato con un piede di porco. Otto mesi fa i ladri avevano forzato la porta d'ingresso scappando poi verso la vicina XX Settembre per raggiungere il furgone parcheggiato in via Roma, a circa 400 metri. Allora i titolari del bar avevano lamentato un danno di circa 2mila euro, perlopiù dovuto alla manomissione della saracinesca e della porta d'ingresso. «Nel gennaio scorso, in occasione dell'ultimo furto, la macchinetta cambiasoldi non conteneva contanti perché l'avevo svuotata prima di chiudere – ricorda Gennaro Fiorelli – Questa volta, però, i ladri sono stati più fortunati e, a mio parere, hanno addirittura parcheggiato il furgone davanti al bar per caricare le due slot e la cambiavalute in pochissimi secondi». Umberto De Agostino