Mense, rivolta delle famiglie per un sms

VIGEVANO Mense scolastiche: ieri molte famiglie vigevanesi hanno ricevuto un sms che segnala il debito nel pagamento delle rette. Ed è scattata subito la protesta. Ma alcuni genitori lamentano: «Non è vero, non abbiamo alcun debito – dice una mamma – ho controllato: sulla tesserina della mensa abbiamo ancora credito, quindi non capisco perché mi sia arrivato questo messaggio». Qualcuno è andato a chiedere spiegazioni in Comune, perché il passaparola è stato immediato. Qualcuno ha anche pensato che il messaggio fosse falso, una sorta di tranello. Dagli uffici del secondo piano del municipio confermano che l'invio di questi sms ha generato molto caos, ma nessuno vuole, o meglio, nessuno è autorizzato a rilasciare dichiarazioni. Il messaggio sul telefonino arriva dal numero 338.7415052. Avverte che si è cumulato un debito, indicandone l'importo, e in alcuni casi, a seconda dell'importo dell'arretrato, che ciò comporterà la «non ammissione alla mensa dal 23/09/2013. Con saldo immediato tramite c/c 14414270 il servizio è ripristinato».Chiamando il numero di cellulare non risponde nessuno. L'assessore alla refezione scolastica, però, rassicura: «E' un messaggio inviato in automatico – spiega Brunella Avalle, assessore al bilancio e al servizio di refezione scolastica – parte dal sistema "T-serve" ogni volta che un utente raggiunge una certa soglia di debito. Il numero di conto corrente riportato è quello preposto al servizio mense, in capo al Comune. Dall'invio del messaggio al giorno dell'esclusione dal servizio mense ci sono comunque alcuni giorni: questo per permettere ai genitori di riparare, di ricaricare la scheda e di evitare, appunto, che il figlio venga escluso dalla mensa». A inizio mese l'assessore Avalle aveva dichiarato che «sono 403 i bambini delle scuole dell'obbligo che, al momento, sono sospesi dalla mensa scolastica». Più del 2012, quando i refettori partirono con 150 bambini esclusi. Dei 403 esclusi, 175 sono figli di famiglie con morosità pregresse rispetto al gennaio 2012, e 228 quelli che non potranno pranzare in mensa per debiti contratti dalle famiglie dal gennaio 2012 a oggi. «Io ho due figli – dice un papà – entrambi vanno a scuola e si fermano per il servizio mensa. Abbiamo quindi due tesserine per pagare il ticket. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho ricevuto quell'sms e mi sono quasi sentito male. Sono andato a controllare: una delle due tesserine, effettivamente, è in "rosso" di 10 euro, l'altra no. Nel messaggio che ho ricevuto, però, mi si dice che ho un debito di oltre 100 euro: ma non è assolutamente vero. Ora io provvedo a ricaricare i 10 euro, ma se lunedì i miei figli verranno esclusi dalla mensa, non so proprio come reagirò. Perché il brutto di questa faccenda è che basta che uno dei figli, o che una delle tesserine sia "in rosso", che automaticamente tutti i figli di quella famiglia vengono esclusi dal servizio». Un'altra mamma, invece, sostiene proprio di essere a credito. «Spero si tratti di uno scherzo – dice un'altra mamma, anche questa italiana – perché diversamente sarebbe l'ennesimo scandalo. La tessera della mensa di mio figlio è carica, siamo cioè a credito. Per questo ero convinta si trattasse di una truffa, di qualcuno che avesse inventato qualcosa per spillare soldi alle fasce deboli». Selvaggia Bovani