Demolizione cascina Gaviola il Fai chiede chiarimenti

ZERBOLO' Sulla demolizione di Cascina Gaviola interviene anche il Fai che scrive a Comune e Parco del Ticino per chiedere chiarimenti sull'abbattimento di un edificio di origini cinquecentesche raso al suolo lo scorso agosto. Viene chiesto soprattutto se l'abbattimento del cascinale fosse conforme alle linee dettate dal Pgt. Al sindaco Renato Fiocchi infatti si domanda «se e in che termini è stata rilasciata un'autorizzazione a procedere alla demolizione di parte di questo complesso di elevato valore storico e architettonico». Un'autorizzazione che avrebbe dovuto tener conto del Piano di governo del territorio. «Ci risulta – si legge nella lettera indirizzata al primo cittadino – una difformità nell'operazione messa in atto rispetto allo strumento urbanistico». E gli uffici del Fai non si sono limitati ad analizzare il Pgt di Zerbolò, ma hanno allargato l'indagine agli strumenti di pianificazione adottati da Provincia e Parco del Ticino. Il Ptcp classifica quest'ambito come zona agricola e lo inserisce tra le invarianti come "bellezze d'insieme". Il Ptc del Parco «non consente la demolizione di edifici di pregio architettonico o ambientale». Poi c'è il Pgt di Zerbolò che prevede un piano cascine in cui si classificano i singoli edifici e si indicano regole ben precise sul restauro. E Cascina Gaviola rientrerebbe, secondo il Fai, tra quelli per cui sarebbe stato ammesso solo il risanamento conservativo o la ristrutturazione nei modi consentiti dalla normativa. Il vicesindaco Roberto Merli assicura che «l'ufficio tecnico ha valutato tutta la documentazione presentata dalla proprietà» e che l'ok è stato rilasciato in quanto "non sono state individuate difformità col Pgt". A chiedere l'intervento del Fai era stato Carlo Maiocchi.