Micam, per le calzature fine della crisi lontana

di Denis Artioli wVIGEVANO Bene le esportazioni di scarpe italiane, male gli acquisti interni. L'export, però, in ogni caso, rallenta e non compensa il crollo del mercato nazionale. Lo ha detto il presidente dell'Associazione calzaturifici, Cleto Sagripanti, durante il Micam, la fiera internazionale delle calzature che si è chiusa ieri alla fiera di Milano-Rho, con un bilancio di circa 38mila visitatori, di cui circa la metà provenienti dall'estero. Solo una quindicina gli espositori vigevanesi e lomellini ma, comunque, un appuntamento sempre importante per i produttori locali, anche per chi al Micam non partecipa più, per leggere il termometro che segnala la temperatura del mercato calzaturiero. Moreschi non allestisce lo stand da circa un anno alla fiera delle scarpe, per accogliere invece i clienti nell'ambiente più raccolto della show-room di piazza San Carlo a Milano. E Mario Moreschi, responsabile operativo dell'azienda di via Cararola spiega: «Abbiamo visto i nostri clienti nella show-room, e sono venuti in tanti. Devo dire che, almeno per quel che ci riguarda, io non ho la sensazione che l'export sia in calo. In particolare dal Sud Est Asiatico e dalla Cina, non riscontriamo alcun problema. Purtroppo, invece, è vero che nei consumi interni si registra una stagnazione che dura ormai da circa un paio di anni». Luciano Speroni, uno dei pochi produttori vigevanesi (scarpe di lusso da uomo) presenti al Micam spiega nel giorno di chiusura della fiera: «Impressione non molto positiva in generale – dice – La situazione politica del medio Oriente influisce sulle presenze, almeno nei padiglioni delle scarpe di lusso da uomo. Ma la clientela abituale è confermata». Per il presidente dei calzaturieri italiani, Sagripanti, «la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. E' assolutamente necessario un colpo d'ala senza il quale le imprese italiane non potranno che vedersi costrette a fuggire dal mercato italiano». Dall'ufficio studi di Anci, spiega il presidente, emerge «come l'84% degli imprenditori ritenga prioritaria, tra le politiche fiscali che potrebbero rimettere in moto l'economia nazionale, la riduzione del cuneo fiscale su lavoro e imprese per aumentare il reddito disponibile delle persone e riequilibrare la tassazione sui fattori produttivi. Ridare respiro al lavoro è oggi assolutamente essenziale perché le nostre imprese non possono più sostenere, come è successo fino ad oggi, il peso della crisi. I livelli occupazionali, se la situazione dovesse continuare, non potranno che peggiorare». A Vigevano, gli addetti al settore calzaturiero sono in tutto circa 1.800. ©RIPRODUZIONE RISERVATA