Tares, le Poste vanno in tilt lunghe code agli sportelli
VIGEVANO E' un misto di rabbia e rassegnazione lo stato d'animo che aleggia tra i contribuenti giunti nell'ufficio postale di via De Amicis per pagare la Tares. Tutti armati di pazienza e di relativo numero i cittadini attendono il proprio turno, chi da mezz'ora e chi da ore. C'è chi approfitta del tempo di attesa per andare a fare compere e chi legge un libro. «Sono arrivata alle 9 e ora sono quasi le 11 – dice una giovane -. Per passare il tempo sono andata al bar e in qualche negozio, sta di fatto che per pagare questa tassa un cittadino deve prendersi mezza giornata di ferie. E' una cosa vergognosa, manca un'organizzazione adeguata». Nonostante siano passate diverse settimane dall'arrivo dei bollettini Tares, non sembra dunque concluso il periodo delle file interminabili. Molti infatti sono i contribuenti che lamentano tempi di attesa elevati, con una media di quasi due ore, nonché la carenza organizzativa delle Poste. «E' un posto da terzo mondo, c'è da perderci delle ore – spiega un cittadino -. Ho già tentato di pagare tre volte, ma ogni volta sono andato via perchè c'era troppa coda. Hanno aperto uno sportello dedicato al pagamento della Tares, ma non è sufficiente». Chi invece ha provato a recarsi negli altri uffici postali vigevanesi rivela di aver trovato una situazione ancor più negativa. «La situazione altrove è di gran lunga peggiore – precisa una vigevanese -. In via San Giovanni c'è la coda fuori dalla porta e non va meglio nell'ufficio vicino al tribunale». Potenziamento del personale e l'aggiunta di uno sportello adibito al pagamento della Tares sono le soluzioni che Poste Italiane conferma di aver adottato per evitare tempi lunghi di attesa. «Sappiamo che col ritorno dei cittadini dalle ferie c'è stata la congestione agli sportelli – dicono dall'ufficio stampa di Poste Italiane -. Per venire incontro ai cittadini abbiamo aumentato il personale e reso operativo uno sportello per il pagamento dei bollettini, così i tempi di attesa sono notevolmente diminuiti». I cittadini non concordano sul "notevolmente diminuiti". Elisabetta Magnani