Troppo stress, portantini in rivolta

PAVIA Lunedì pomeriggio hanno raccolto le firme per chiedere il trasferimento in massa dal servizio. Poi la decisione di fare un passo indietro, ma solo temporaneamente. Il malcontento tra gli addetti al servizio di trasporto interno del San Matteo non si è affatto placato. Sono 44, guidano le ambulanze e trasferiscono i malati da una clinica all'altra per esami e ricoveri, spingono sedie a rotelle, sollevano barelle. «Siamo in 44 – dicono – ma non bastiamo a coprire adeguatamente tutti i turni. E soprattutto a gestire le ambulanze a disposizione dell'ospedale che vengono pagate 60 euro al giorno in comodato d'uso». I mezzi a disposizione sono quattro. Ma due rimangono spesso ferme. «Non c'è il personale sufficiente per formare l'equipaggio e utilizzarle – dicono gli operatori – quindi l'ospedale appalta parte del servizio all'esterno. Eppure basterebbero dieci addetti in più per far funzionare le ambulanze ferme e risparmiare sui costi almeno 100mila euro». In pochi si fatica anche a garantire un servizio adeguato e a rispettare tempi accettabili di trasferimento dei pazienti. Sul computer, nella saletta al pian terreno della clinica chirurgica, le richieste arrivano senza sosta. Il pronto soccorso chiede più volte durante il giorno l'intervento degli operatori in tuta arancione per ricoverare pazienti nelle cliniche dell'ospedale, i reparti utilizzano il servizio per mandare i propri ricoverati in Radiologia o a fare la Tac. «Il pomerigggio, dopo le 17, le ambulanze esterne sono meno disponibili perché impegnate nei trasporti privati e su di noi ricade tutto il lavoro. Soprattutto quello legato al pronto soccorso. Ma sono prioritari anche un'ulcera perforata o un'urgenza in Chirurgia. O ancora il trasferimento al Mondino perché il San Matteo lavora in sinergia per gli ictus e porutiamo i pazienti nella stroke unit». Alla direzione inoltre i lavoratori del servizio di trasporto chiedono di conoscere anche quale sarà il loro ruolo ( e la loro sede) una volta che l'ospedale si trasferirà in parte a Dea. (m.g.p.)