Campus aquae Il giallo dei numeri

PAVIA Il caso di Campus aquae tiene sempre banco sulla scena politica cittadina. Mentre sul parere fornito, al Comune, dall'avvocato amministrativista Greco grava sempre il segreto, dal fascicolo comunale relativo alla realizzazione dell'impianto sportivo escono nuove carte. Pochi giorni fa, Vittorio Pacchiarotti, l'imprenditore che ha costruito piscine, palestre, bar e centro benessere in project financing con l'Università, aveva tenuto una conferenza stampa per fare chiarezza su alcuni dettagli. Siccome uno dei sospetti affiorati durante il dibattito sui social network riguarda il fatto che gli utenti della piscina non siano solo studenti universitari, Pacchiarotti, insieme al legale, aveva fornito alcune cifre. «Sui 400 accessi che in media fanno le piscine sia interna che esterna, 220 sono studenti universitari». Il primo febbraio 2013, rispondendo allo Sportello unico per le attività produttive del Comune, che chiedeva informazioni, la Unisport aveva fornito cifre sull'«occupazione media giornaliera degli impianti realizzati e gestiti in project financing dalla società Unisport Spa». Alla voce "piscine", su 780 frequentatori, gli "studenti universitari e convenzionati" risultavano essere 120. A questi, a onor del vero, vanno aggiunti 390 "studenti non universitari" e 270 persone inserite alla categoria "altri". Dunque, una percentuale decisamente inferiore a quella che l'imprenditore ha poi rivelato in conferenza stampa. «In effetti – spiega Pacchiarotti – a febbraio avevamo fornito quei numeri al Comune che ce li aveva chiesti. Ma poi abbiamo fatto una rilevazione più puntuale ai tornelli, e abbiamo ricavato le cifre che ho fornito in conferenza stampa. Ovviamente, prima di comunicarle ai giornalisti, le cifre aggiornate erano state comunicate allo sportello unico per le attività produttive». La richiesta del Comune portava la data del 4 gennaio 2013. Funzionario e dirigente facevano riferimento al «centro per il benessere fisico (estetista)» e chiedevano informazioni sugli orari di utilizzo della struttura «per le attività principali di didattica e di ricerca» e «quelle indicate come marginali di centro benessere spa». Il permesso di costruire, infatti, prevede che la struttura, dopo le attività di didattica e ricerca, possa essere utilizzata anche marginalmente come centro benessere. I fruitori - sempre secondo Pacchiarotti - sarebbero docenti universitari. (f.m.)