Sara Dossena fa il bis Secondo titolo ai tricolori duathlon
PAVIA Sara Dossena ha vinto per il secondo anno consecutivo il titolo di campionessa italiana di duathon classico. A Seclì, in Puglia, la pavese del team Stradivari Cremona, ha conquistato il successo nel tempo di 2h05'03" ed un vantaggio di 2'04" su Monica Cibin. Sara ha corso la prima frazione di km. 10 in 34'59", i km. 40 in bici in 1h09'25 e gli ultimi km. 5 di corsa in 19'55". «Sono felice, ma non soddisfatta – spiega Dossena – troppo poche le partenti di valore e vincere, per una agonista come me non è stata una soddisfazione come avrebbe potuto essere un secondo o un terzo posto lottando fino alla fine. Tra l'altro nell'ultima frazione stavo sbagliando per colpa di chi mi precedeva in bici, i giudici mi hanno avvisato, per quello ho tenuto una media superiore ai 4' al chilometro, inusuale per me». Sara è arrivata al secondo titolo italiano uscendo da una serie di infortuni che avrebbero abbattuto chiunque. Giovanissima speranza dell'atletica azzurra, si è laureata sette anni fa a Scienze Motorie all'Università di Pavia. «Macinavo centinaia di chilometri – racconta Sara –. Accumulavo strada e risultati, sono stata anche nazionale, poi due microfratture al piede mi hanno fatto cambiare vita. Non riuscivo a guarire, mi allenavo nuotando e facendo corsa in acqua, ho iniziato ad andare in bicicletta, ma amavo la corsa e volevo riprovarci, solo che ogni volta che aumentavo i carichi, mi infortunavo». Nel 2009 vince la Corripavia in 1h20'14", ma ancora le cose non vanno. Tre anni fa, su consiglio di Andrea Re, Sara si avvicina alle multidiscipline. «Il mio fisico non sopportava i lavori lunghi – sorride Sara – ho provato col triathlon, tanto in piscina ero una presenza fissa e in bici cominciavo a girare. Bici e corsa sono le mie preferite, a nuoto ho maggiori problemi, anche se ci lavoro quotidianamente». Sara vive a Pavia, è commessa in un negozio al Carrefour, si allena al mattino presto e alla sera, rubando il tempo al sonno. « Domenica ho dato il meglio di me, anche se la stagione fra una pubalgia, una frattura alla spalla ed una infiammazione ai tendini è stata dura. Credo che i tecnici della nazionale mi stiano notando lavorerò duro come ho fatto fino ad oggi per migliorare la prossima stagione. Credo di avere tutte le carte in regola per migliorare e puntare ai triathlon lungo e al duathlon. La nazionale? Per quest'anno non ci sono più possibilità, perl a prossima stagione, invece, dovrei farcela». Maurizio Scorbati