Alvar Aalto, ovvero l'architetto del futuro

Un video sulle opere dell'archietto Alva Aalto, realizzato da Roberto Figazzolo accompagna la mostra del Broletto. «Dovendo girare un video su un progetto che non era mai stato realizzato - racconta Figazzolo - ho deciso di andare a vedere quello che Alvar Aalto ha lasciato nei posti in cui le sue opere sono state realizzate. Questo documentario contiene video interviste a chi ha conosciuto, studiato e lavorato a stretto contatto con l'architetto finlandese e poi immagini parlanti, di una serie di luoghi significativi: da Bologna al grande Nord, in un viaggio lungo 9mila chilometri e 34 location visitate. Quello che più mi ha colpito delle sue opere è come sono un tutt'uno con la natura che le circonda». Nella foto tratta dal trailer di Figazzolo la scuola politecnica di Espoo, in Finlandia. PAVIA Alvar Aalto, architetto designer e accademico finlandese, maestro del Movimento Moderno, che negli anni Sessanta progettò per Pavia il quartiere Patrizia mai realizzato, rivive nella mostra "Alvar Aalto. Pavia 1966-1968" che inugura venerdì alle 18 nello Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto (fino al 6 ottobre). Curata dagli architetti pavesi Luca Micotti e Andrea Vaccari, l'esposizione si propone di "riprodurre ciò che non sarebbe riproducibile", ovvero di rendere accessibile a tutti, per la prima volta, l'importante e assai poco conosciuto capitolo della storia pavese che riguarda il progetto del villaggio Patrizia, un quartiere residenziale alla periferia ovest della città di Pavia che Alvar Aalto studiò tra il 1966 e il 1968 con l'architetto torinese Leonardo Mosso. «Aalto è stato un "archistar" ante-litteram, che nella fase più matura della sua produzione concetrò nel progetto del quartiere Patrizia le sue idee più innovative – dice Andrea Vaccari - Abbiamo cercato di rendere giustizia a questo lavoro, enorme e complesso immerso nel verde e ricco di servizi, che prevedeva l'insediamento di 11.200 nuovi abitanti e che Aalto elaborò con profonda sensibilità per il paesaggio pavese». Per vicissitudini della storia, l'opera non fu realizzata e i suoi documenti finirono nell'archivio dell'imprenditore immobiliare Ausano Febbroni, committente di Aalto. Oggi, dopo il lavoro di recupero e riordino di Luca Micotti e Andrea Vaccari, i documenti dello studio sono stati dati in comodato all'Ordine degli Architetti di Pavia. «Vari sono gli aspetti dei disegni di Aalto che colpiscono ancora oggi: la freschezza, l'intuizione profonda del luogo, la sensibilità psicologica, l'articolazione concettuale, la modernissima dotazione di servizi, la cura per l'aggregazione sociale nell'ambito del vicinato – dice Luca Micotti - Quello del quartiere Patrizia è un progetto sperimentale ed estremamente avanzato che, seppur datato per alcuni aspetti, rimane esempio di quella qualità dell'abitare di cui nelle periferie urbane tuttora si sente grande bisogno». Grande umanista e sensibile alla natura e all'ecologia, l'architetto finlandese fonde gli elementi del solco vallivo del Ticino, con le più sottili pieghe del suolo, i piccoli corsi d'acqua, i percorsi pedonali, il verde attrezzato e agricolo e il complesso storico monumentale dalla basilica di San Lanfranco. La mostra si compone di documenti, disegni, fotografie e dattiloscritti che presentano Alvar Aalto (uomo e architetto) e il progetto pavese, corredata di un cortometraggio sull'opera di Aalto realizzato da Roberto Figazzolo e un seminario che si terrà venerdì 4 ottobre ( insieme aa altri due importanti eventi di architettura: la premiazione della quinta edizione del Premio biennale Europeo di Architettura Sacra della Fondazione Frate Sole di Pavia e la presentazione del libro sull'opera di José Oubrerie, ultimo collaboratore ancora vivente di Le Corbusier, curatore dell'edificazione della chiesa di Firminy, progettata dall'atelier Le Corbusier negli Anni '60 e finita nel 2006. La mostra sarà aperta fino al 6 ottobre ed è organizzata dall'Ordine degli Architetti della Provincia di Pavia, con la partecipazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia (e il contributo di Associazione Pavia città internazionale dei Saperi, Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia, Fondazione Frate Sole, Consiglio Nazionale degli Architetti PPC di Roma, Alvar Aalto Foundation e Alvar Aalto Museum, Helsinki). Orari: lun-mart-gio-ven, dalle 16 alle 19; merc. dalle 16 alle 19 e dalle 21.30 alle 23.30; sab-dom, dalle 10 alle 19. Ingresso libero. Per info: www.aaltopavia.eu. Marta Pizzocaro