Lirica al cinema "Turandot" di Puccini in diretta da Londra
MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA Arriva sul grande schermo l'emozione dell'opera lirica e del balletto della Royal Opera House di Londra: prende il via stasera il primo dei dieci appuntamenti live che saranno presentati dallo storico tempio dello spettacolo. La stagione, che si svilupperà sino a giugno, comincia con la rappresentazione della favola "Turandot" musicata da Giacomo Puccini. Il regista Andrei Serban ha messo in scena un'oscura favola orientale con spettacolari scenografie, elaborate maschere e costumi ispirati al tradizionale teatro cinese. L'opera è interpretata da due grandi voci del panorama lirico del momento, il soprano Lise Lindstrom e il tenore Marco Berti; sul podio il maestro Henrik Nánási. "Turandot" verrà presentata nella Multisala The Space Cinema di Montebello della Battaglia (sala 5, ore 20.15) e a The Space Multicinema di Rozzano (sala 1, ore 20.15). Il biglietto d'ingresso è di 12 euro. "Turandot" è un'opera in 3 atti e 5 quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini (morto il 29 novembre 1924) e successivamente completata da Franco Alfano. La prima rappresentazione ebbe luogo nell'ambito della stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini, il quale arrestò la rappresentazione a metà del terzo atto, due battute dopo il verso «Dormi, oblia, Liù, poesia!», ovvero dopo l'ultima pagina completata dall'autore, rivolgendosi al pubblico con queste parole: «Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto». La sera seguente, l'opera fu rappresentata, sempre sotto la direzione di Toscanini, includendo anche il finale di Alfano. L'incompiutezza dell'opera è oggetto di discussione tra gli studiosi. C'è chi sostiene che "Turandot" rimase incompiuta non a causa dell'inesorabile progredire del male che affliggeva l'autore, bensì per l'intima impossibilità da parte del compositore di interpretare quel trionfo d'amore conclusivo, che pure l'aveva inizialmente acceso d'entusiasmo e spinto verso questo soggetto. Il nodo cruciale del dramma, che Puccini cercò invano di risolvere è costituito dalla trasformazione della principessa Turandot, algida e sanguinaria, in una donna innamorata.