Ma ora il gigante dovrà passare l'inverno
dall'inviata ISOLA DEL GIGLIO Verificare lo stato della fiancata sinistra, pesantemente lesionata dopo aver passato venti mesi sdraiata sugli scogli, vittima della corrosione e della salsedine. Ripararla e rinforzarla per permettere il posizionamento dei cassoni di spinta necessari a bilanciare il futuro rigalleggiamento del relitto e il successivo traino nel porto di smantellamento. Ma prima ancora, fare in modo che la piattaforma metallica su cui ora poggia la nave possa sostenerne il peso per tutto l'inverno. Ora che la Concordia è quasi raddrizzata sono queste le prossime fasi di lavoro che attendono i tecnici di Titan Micoperi. Fasi delicate che imporranno alle squadre di ingegneri, tecnici, biologi, saldatori e sommozzatori un altro anno di impegno e di presenza al Giglio, nove mesi se tutto andrà per il meglio. La battaglia per portare via il gigante dall'orizzonte dell'isola non è insomma ancora finita, anche se un traguardo importantissimo è quasi raggiunto. Le deformazioni subite dallo scafo rimasto fuori dal suo asse naturale per un anno e mezzo, «sono molto profonde», ha confermato ieri l'ingegnere di Costa, Sergio Girotto. Uno schiacciamento del tutto previsto e che ha preoccupato gli operatori sin dal primo momento. «Tanto che ogni giorno sono stati compiuti rilievi millimetrici per capire a quali torsioni fosse sottoposto lo scafo», ha aggiunto Girotto senza fare previsioni sui tempi tecnici necessari alle prossime ispezioni e alle successive opere. Sul lato esposto della Concordia restano da montare altri 4 cassoni di spinta. Sul lato appena riportato alla luce, invece, ne andranno installati 14, ma con la nave in posizione verticale ed in gran parte sommersa, vale dire in condizioni molto più difficili. Il problema più urgente da risolvere, però, è quello della tenuta della piattaforma metallica su cui ora poggia la nave con tutte le sue 55mila tonnellate: era stata progettata per sostenerne il peso per poco tempo, il tempo necessario a farla ruotare e a completare l'installamento dei cassoni, due operazioni che secondo i tecnici di Titan- Micoperi avrebbero dovuto avvenire contestualmente nella prossima primavera. Nella convinzione che il recupero non potesse attendere ancora, il 20 giugno la Protezione civile ha però imposto un cambio alla tabella di marcia. Le operazioni di "parbuckling" sono state così anticipate - prima al 4 poi al 16 settembre - ma proprio questo ha generato il nuovo problema. La soluzione studiata prevede che nei prossimi giorni i tubi in acciaio costituenti la piattaforma siano riempiti con cemento per rendere la struttura più robusta. Inoltre la Concordia ormai rimessa in piedi dovrà rimanere "tensionata" per permetterle di reggere a onde, burrasche e forze di risacca per tutta la stagione invernale. Un'altra sfida da vincere prima di dichiarare chiusa la partita.(n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA