Pala non cerca alibi «Squadra spenta e senza mordente»
BOLZANO Alessio Pala fuma nervosamente una sigaretta per stemperare tensione e delusione, prima di presentarsi in sala stampa. Il tecnico azzurro non si nasconde, nè cerca alibi per l'umiliante 4-0 del Druso che rilancia interrogativi e dubbi sulle effettive qualità del Pavia: «Siamo tutti responsabili, io per primo – mormora – Non è possibile giocare così, senza un tiro in porta, nè uno straccio di idea. Questo gruppo ha dei limiti, e lo vado dicendo da tempo, li può superare solo se in campo ci mette carattere, grinta, combattività e se si presenta a ranghi completi. Contro il Savona ci siamo riusciti, con l'Alto Adige mai (sarà un caso, o forse no, ma neppure un azzurro è finito a referto per i cartellini gialli). La rinuncia forzata a elementi esperti come Carotti e lo stesso Lussardi – aggiunge – hanno pesato parecchio, inutile negarlo». Dal naufragio, Pala salva soltanto Arrigoni, in parte il generoso Redaelli e Rinaldi. Durissima, invece, la bocciatura del trio d'attacco: «E' stato impalpabile – dice sconfortato – e quando ho inserito Speziale (nello spicchio finale di partita) la manovra un po' si è vivacizzata». Insomma, c'è tanto da rivedere e ricaricare in questo Pavia col morale sotto i tacchi e il mister si è messo subito al lavoro catechizzando il gruppo per venti minuti buoni dopo il match. «Che cosa ci siamo detti ovviamente lo tengo per me – spiega – Abbiamo analizzato la partita, ai ragazzi ho ribadito che dobbiamo e possiamo crescere, se domenica riusciremo a vincere saranno due successi in quattro gare il che non sarebbe disprezzabile. Lussardi? La prognosi resta da sciogliere, certo i tempi di recupero rischiano di allungarsi. Zanini è stato ancora male, ha vomitato, e così ho dovuto rivoluzionare la difesa, queste ricadute non lo aiutano a trovare la condizione migliore». Michele Rinaldi cerca di scuotere i compagni: «E' vero che quest'anno non ci sono retrocessioni, però certe figuracce non sono tollerabili, dobbiamo fare di tutto per onorare la maglia. Alla fine negli spogliatoi ci siamo guardati tutti in faccia, compresa la componente societaria, dobbiamo reagire subito a questa batosta senza deprimerci troppo. Ora arriva il San Marino, poi la sosta, abbiamo l'occasione per riscattarci». Il capitano Andrea Arrigoni spera che «questo 4-0 ci serva da lezione salutare. Meglio avere incassato la scoppola a inizio stagione, piuttosto che avanti. Il Pavia è una squadra largamente rinnovata che quindi incontra, inevitabilmente, delle difficoltà, contro il Savona siamo riusciti a metterci una bella toppa giocando con agonismo e cattiveria. Dobbiamo ritrovare questa carica e ripartire». Ha stupito la mancanza di reazione a inizio ripresa. «L'intento – risponde Arrigoni – era quello di provare a riaprire la partita, ma il 3-0 di Kiem dopo una manciata di minuti ci ha tagliato le gambe. Il futuro? Dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare a testa bassa». Raggiante Lorenzo D'Anna, tecnico dell'Alto Adige che ha conquistato la prima vittoria del campionato, dopo il pareggio all'esordio con la Reggiana e la sconfitta con l'Albinoleffe. «I ragazzi sono stati perfetti, abbiamo reagito nel modo giusto alle difficoltà delle prime due partite, la squadra ha saputo ritrovare i suoi grandi valori tecnici e morali anche grazie al cambio di schema. Bene così». (r.lo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA