Sportello della diocesi per dare una mano a chi cerca un impiego
PAVIA Nasce Amico lavoro, uno strumento voluto dall'ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, su impulso del vescovo Giovanni Giudici, e con la collaborazione di Filca Cisl. Si tratta di una serie di servizi da offrire a disoccupati o a chi si trova in cassa integrazione: la sede è all'Opera Bianchi di via Menocchio e sarà pronta tra un mese. Qui operatori preparati accoglieranno chi è in cerca di lavoro, lo aiuteranno a scrivere un curriculum e a sostenere colloqui di selezione. Ma li prepareranno anche con corsi di formazione specifici. Ci sarà un'area accoglienza, una sala informatica e uno spazio di consultazione in cui si potranno valutare, ad esempio, le offerte su internet. Verrà data la possibilità di utilizzare fax, fotocopiatrice e telefono. Perché il progetto ha tre parole chiave: autonomia, progettualità e occupazione. «La persona va resa libera, offrendo le conoscenze e gli strumenti necessari, e deve diventare protagonista del proprio cambiamento – spiega don Franco Tassone responsabile dell'Ufficio per la pastorale del lavoro –. Non si trova il lavoro alla persona, ma è la persona che ritrova il lavoro». Un progetto complesso che, per essere realizzato, necessita dell'aiuto di tutti. Dal mondo delle imprese a quello del volontariato. «Vi è già stato un interessamento da parte di Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, Caritas, Ucid, Acli, l'Ordine dei medici, Il Convoglio, Cooperativa Aldia e Confcooperative – fa sapere don Tassone –. L'obiettivo è quello di promuovere una sistema di relazioni che punti alla collaborazione con imprese e associazioni e al coinvolgimento delle istituzioni presenti sul territorio». L'iniziativa si avvarrà, per la parte organizzativa, dell'associazione "Il Laboratorio di Nazareth" e di Filca Cisl. Insomma resta fondamentale, perché il progetto Amico Lavoro dia risultati positivi, la creazione di una rete che accompagni chi cerca un'occupazione. «La persona va messa in relazione con le disponibilità presenti sul mercato, dopo avere definito un adeguato percorso di inserimento – spiega don Franco –. Il progetto si può realizzare solo se c'è una comunità di lavoratori e di imprenditori che vogliono incontrarsi. Sarebbe davvero il frutto maturo di una crisi che ci ha costretti a lavorare insieme senza divisioni e in spirito di vera condivisione. E questo è l'augurio del vescovo. L'impegno etico da seguire è quello di stare dalla parte dei più deboli e dei poveri e il lavoro è la prima emergenza da affrontare». Lo sportello, dove si incontreranno domanda e offerta, vuole essere di "collocazione e ricollocazione", precisano dall'ufficio pastorale, e un aiuto fondamentale arriverà da un pool di consulenti. Tra loro vi è Davide Pelloso che spiega: «Saremo in grado di accogliere i bisogni del territorio con un ascolto attivo e un accompagnamento nelle varie fasi. Qualsiasi ricerca di lavoro incontra difficoltà ad individuare l'azienda che ha bisogno di maestranze e con questo progetto vorremmo diffondere anche a Pavia la ricollocazione (l'outplacement) dentro realtà aziendali in riorganizzazione». Stefania Prato