Piazza Filiberto riapre domani niente asfalto rosso

di Marianna Bruschi wPAVIA «Vai pure, corri, tanto le macchine non arrivano». Un papà lascia la mano della sua bimba che si gode piazza Emanuele Filiberto senza traffico. Il tratto tra via Gilardelli e corso Cairoli che sarà riaperto domani alle auto e martedì agli autobus per il fine settimana è a disposizione dei pedoni. Chi abita in zona si ferma, commenta. La gente guarda soprattutto lo scalino fra porfido e asfalto e cerca di immaginarsi tutta la piazza. C'è chi lascia perdere l'aspetto estetico e pensa piuttosto a quando passerà in bicicletta, e chi invece ne fa una questione di principio (come il consigliere Pd Francesco Brendolise: «Andava mantenuto il porfido»). «Ma non doveva essere rosso»? si discute in tabaccheria. Sì, ma non più. Il progetto è cambiato. «Abbiamo deciso di mantenerlo nero – dice il sindaco Alessandro Cattaneo che ha tenuto per sé la delega ai lavori pubblici – è un problema di manutenzione. Quando ci sarà da chiudere una buca, da mettere una toppa l'asfalto non sarà mai dello stesso rosso di quello che nel tempo avrà subito intemperie, spargimento di sale». Il prezzo, assicura il Comune, è lo stesso. Eppure la gente del quartiere adesso se lo aspetta rosso, l'asfalto. «Vedete qui hanno lasciato uno scalino, e se qualcuno cade»? dice un signore, famiglia al seguito, mentre scende dal marciapiede lato edicola. «Ma no – lo tranquillizzano – è per posare lo strato rosso, è giusto un centimetro». Ecco, scordiamoci tutti rosso, ruggine, mattone o color porfido. Ecco, ma il porfido? Una montagna di cubetti è adagiata accanto al cimitero di San Giovannino. «Lo useremo per le future riparazioni nei punti della città dove c'è il porfido – spiega Luigi Greco, capo di gabinetto del sindaco – Andrà lavato e poi lo porteremo in deposito». C'è chi avrebbe voluto vederlo risistemato al suo posto. Gabriella Segagni cammina nel lato che sarà aperto domani guardando asfalto da un lato e porfido dall'altro: «Non capisco cosa vuole dire – dice – speriamo solo che non aprano più». «Esteticamente il porfido è più bello – aggiunge Rina Bossolo – ma è più scivoloso, è pericoloso». «Vediamo quando sarà finito – commenta Graziella Guarischi – Pavia è una città storica, una delle poche che ha ancora i sassi. Ma è anche una città che non viene trattata bene, non c'è manutenzione. Quindi forse meglio l'asfalto». «Io ho sentito dire che faranno metà rosso e metà porfido – dice Antonia Rapetti – dovrebbe stare bene, è un cambiamento. Per fare i lavori ci vuole tempo, magari si poteva iniziare a luglio». Stessa considerazione che fa Marina Visentin: «Il lavoro era da fare perché qui schizzavano i sampietrini – spiega – e si formavano delle grosse pozzanghere. Ma sono stati sbagliati i tempi, andavano fatti a luglio o ad agosto, non a settembre». E' quello che dicono in particolare i commercianti della zona, che sono anche stati ricevuti dal sindaco Cattaneo per spiegare il disagio di queste settimane con una piazza-labirinto inaccessibile e i clienti diminuiti troppo velocemente. Il sindaco ha proposto uno sconto sulla Tares. Ma i negozianti guardano già ai prossimi mesi. «Quando dovranno togliere l'asfalto in corso Cairoli per rimettere il porfido ci sarò di nuovo la strada chiusa e altri disagi», spiegano. Chi cerca il lato positivo tra la sabbia del cantiere aggiunge: «Al momento l'importante è che riaprano un pezzo di piazza, perché qualcuno tornerà a passare da qui». Il sindaco Cattaneo conferma il cronoprogramma: domani le auto potranno circolare da via Gilardelli verso corso Cairoli, e martedì anche gli autobus, quindi saranno ripristinate le fermate. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA