I valzer viennesi e un musical per la Compagnia di Abbati

PAVIA Per l'operetta torna la compagnia di Corrado Abbati con due titoli: "Sogno di un valzer" di Oscar Straus (martedì 28 gennaio alle 21) e "Cantando sotto la pioggia" di Nacio Herb Brown (sabato 15 marzo alle 21 e domenica 16 marzo alle 15.30, quest'ultima rappresentazione è riservata a "Teatro per noi"). La prima, "Sogno di un valzer", è un capolavoro dell'operetta viennese su libretto di Felix Dörmann e Leopold Jacobson, un classico "dipinto come un affresco" con i diversi stili del valzer: una sorta di simbolo dell'operetta. Dopo la prima di questo suo lavoro Straus ebbe a dire: «L'ho scritto con l'intenzione di eguagliare i primati della Vedova Allegra o forse anche di superarli». Oggi si può ben dire che il successo l'ha sempre accompagnato e che, senza alcun dubbio, "Sogno di un Valzer" merita un posto d'onore nella storia del genere operettistico. Anche Hollywood lo celebrò, adattandolo per lo schermo in una celebre produzione con Maurice Chevalier dal titolo "The smiling lieutenant". La storia si svolge in un piccolo stato europeo (luogo-non luogo ideale), dove l'amore fra la nobile principessa Elena e il giovane e non titolato tenente Niki, trova la sua coronazione nelle nozze che hanno luogo sotto la paterna benedizione del re Gioacchino. Mentre Elena è molto innamorata, Niki non dimostra altrettanta passione e prova avversione per quell'ambiente fasullo. In lui, arde l'amore per la sua Vienna, simbolo di libertà e spensieratezza. Quando in città arrivano alcune giovani artiste viennesi, Niki trova l'idillio con la bella violinista Franzi. Ed è proprio a Franzi che Elena chiederà consiglio, imparando a comportarsi "alla viennese", con brio, fuoco, baci e carezze. Per parte sua, la bella violinista rinuncerà al suo amore, a cui aveva regalato il sogno di un valzer. Il secondo spettacolo, "Cantando sotto la pioggia" (Singin' in the rain) è invece il più amato di tutti i musical sul grande schermo ed è la nuova produzione di Inscena-Compagnia Corrado Abbati, per la stagione teatrale 2013-2014. Due ore di divertimento al suono di una musica celebre in tutto il mondo. Chi ha amato il film con Gene Kelly si ritrova coinvolto dall'energia dei vivaci interpreti, dalle impennate coreografiche e da un sorprendente allestimento. Il tutto orchestrato da una regia che lo stesso Corrado Abbati ha definito "scattante", pensata per ricreare le atmosfere dell'elegante e vivace Hollywood di "quando il cinema passava al sonoro". A far da filo conduttore tra le due produzioni proposte, il lieto fine. «Il lieto fine è il primo punto di contatto tra l'operetta e il musical – spiega Corrado Abbati – La nostra compagnia è nota soprattutto per le operette, ma in questo caso affrontiamo un classico del repertorio musical, un genere a cui ci siamo affacciati solo da qualche anno».